10 anni di Fed: ripercorriamo la storia dei Tassi d’Interesse della Federal Reserve

In questo articolo ripercorreremo il mondo dei tassi d’Interesse in generale, soffermandoci sia sul significato più profondo dei tassi, ma anche sulla storia dei tassi d’interesse mondiale, con uno sguardo attento e critico sugli ultimi 10 anni di Fed, culminati in questo Dicembre 2015, anno in cui la Federal Reserve ha innalzato il tasso d’interesse dopo un periodo in cui sono stati solo abbassati, a causa della crisi finanziaria dello scorso decennio che ha mandato il mercato finanziario a gambe all’aria.

Tutti coloro che si occupano di trading forex dovrebbero leggere con attenzione questo articolo.

Non molti ricordano però che la crisi finanziaria, è scoppiata praticamente alla fine del 2006, ed è stato il principale motivo scatenante dei bassissimi tassi degli ultimi tempi. La crisi del subprime prende il nome dai mutui subprime, prestiti ad alto rischio finanziario da parte degli istituti di credito in favore di clienti a forte rischio debitorio, considerati da molti analisti come fenomeni di eccessiva speculazione finanziaria.

Moltissimi debitori di subprime, divennero quindi insolventi, ovvero non paganti, proprio a causa dei tassi d’interesse, che in quel periodo erano in fase di aumento.


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La crisi arriva quindi nei primi mesi del 2007, Lehman Brothers dichiara bancarotta, tutti gli indici si flettono, tornando ai prezzi del ventesimo secolo. E’ un vero e proprio tornado che investe tutto il mondo finanziario, senza sconti.

La Federal Reserve è quindi costretta ad iniziare a stampare denaro a tutta birra, abbassando i tassi d’interesse per garantire una liquidità sufficiente per l’intera economia. Stessa cosa avviene anche in Europa, con la Banca Centrale Europea, che mette in atto il più grande intervento di stimolo monetario, che porta anche a fenomeni di iperinflazione a causa della troppa moneta che viene messa in circolazione, i prezzi aumentano, e l’economia ha rischiato a momenti di implodere.

Questo per spiegare quanto i tassi d’interesse svolgano un ruolo fondamentale nella nostra società di oggi. Sono fondamentali, e quindi è importante scoprire il loro significato e la loro storia, a maggior ragione adesso che siamo in un momento importante, momento in cui la Fed li rialza dopo un periodo dovish incredibilmente lungo.

La Federal Reserve ha finalmente modificato il suo tasso d’interessi, innalzandolo dopo quasi 10 anni. Con questo articolo vorremmo quindi celebrare il tasso d’interesse della Federal Reserve, ripercorrendo le numerose tappe che hanno portato il tasso d’interesse ad essere quello che è oggi.

Che cos’è il tasso d’interesse?

Prima di parlare della grande storia del tasso d’interesse, è necessario scrivere prima una sorta di introduzione al tasso d’interesse, in modo da fugare ogni possibile dubbio. Il tasso d’interesse è un tasso il quale interesse è pagato dai debitori che utilizzano il denaro che prendono in prestito dai creditori. Più nello specifico, un tasso d’interesse è la percentuale pagata un certo numero di volte per tutti i periodi in cui il termine di un prestito è valido. I tassi d’interesse sono solitamente espressi sottoforma di percentuale, mensili oppure annuali.

Tassi di interesse diversi esistono parallelamente per gli stessi o analoghi periodi di tempo, a seconda della probabilità di insolvenza del mutuatario, la durata residua, la valuta di ammortamento, e molti altri fattori determinanti di un prestito o di credito. Ad esempio, una società prende in prestito capitali da una banca per comprare le nuove iscrizioni per la sua attività, e in cambio il prestatore riceve diritti sui nuovi beni come garanzia e interessi ad un tasso di interesse predeterminato per rinviare l’utilizzo dei fondi e invece prestandosi mutuatario.

Definizione semplice di tasso d’interesse

Forse se non avete ancora una buona infarinatura sui mercati finanziari, non avrete compreso bene le parole appena scritte. Vi consigliamo quindi di iniziare a spulciare bene mercati24, e vi rispieghiamo in maniera molto semplice che cos’è il tasso d’interesse.

Quanto viene pagato per l’uso del denaro, in percentuale.

Esempio: Vincenzo investe 1000 euro ad un tasso di interesse annuo del 6%, e quindi riceve 60 euro di interessi dopo un anno.

E proprio per un fattore come questo che i tassi d’interesse sono molto importanti per i traders. Una valuta con un tasso d’interesse in ascesa, come il dollaro, è molto attraente adesso per gli investitori, in quanto se io detengo dollari, vengo ripagato dall’interesse.

Più tasso d’interesse = più valore della valuta in questione

I tassi d’interesse, sono molto importanti per le nazioni, non solo per le banche che prestano il denaro ai nostri cittadini, ma anche per le Banche Centrali, che stanno all’apice della “catena finanziaria”. Le banche centrali infatti prestano alle aziende, che utilizzeranno questi soldi in prestito per il loro business. I tassi d’interesse sono uno strumento a dir poco vitale per la politica monetaria di un paese, e vengono sempre presi in considerazione quando si ha a che fare con variabili importantissime come gli investimenti, l’inflazione e la disoccupazione.

Utilizzo della parola “Tasso d’Interesse” nelle frasi

Nella società, potrebbe farvi comodo l’utilizzo della parola tasso d’interesse, in quanto spunta quasi sempre fuori in qualsiasi discorso finanziario con gli amici!

“Dovresti sempre cercare il miglior tasso d’interesse in giro”

“I tassi d’interesse stanno crollando ad una cifra singola. Andrea pensa che sia il caso di prendere un prestito e comprare quella macchina Tesla che tanto ha voluto”

“Se il tasso d’interesse su un mutuo è fisso per tutta la durata del prestito, le condizioni economiche non influiranno i pagamenti mensili nominali, ma i veri pagamenti mensili dipenderanno ancora sull’inflazione.”

Queste erano tre frasi tipo che possono essere utilizzate in un discorso con gli amici, nella vita normale di tutti i giorni.

Il tasso d’Interesse come obiettivo

Gli obiettivi sui tassi di interesse sono uno strumento essenziale della politica monetaria e vengono presi in grande considerazione quando si tratta di variabili come investimenti, l’inflazione e la disoccupazione. Le banche centrali dei paesi tendono, in generale, a ridurre i tassi di interesse quando vogliono aumentare gli investimenti ed i consumi nell’economia del Paese. Tuttavia, un basso tasso di interesse come ad esempio, politica macroeconomica, può essere rischioso e può portare alla creazione di una bolla economica, in cui grandi quantità di investimenti si riversano nel mercato mercato immobiliare e azionario. Nelle economie sviluppate, gli aggiustamenti dei tassi di interesse sono quindi fatti per mantenere l’inflazione all’interno di una fascia obiettivo per la salute delle attività economiche o di ricoprire il tasso di interesse in concomitanza con la crescita economica per salvaguardare le dinamiche economiche.

La storia dei tassi d’Interesse

Negli ultimi 100-200 anni, i tassi d’Interesse sono stati modificati notevoli volte sia dai governi, che dalle banche centrali. Ad esempio, il tasso dei fondi Federali negli Stati Uniti è variato dallo 0.25% (il livello di proprio qualche settimana fa) fino al 19% dal 1954 al 2015, mentre la Banca d’Inghilterra ha avuto una variazione che è oscillata dal 15% allo 0.5% negli ultimi 25 anni anni. La Germania ha avuto un tasso esorbitanti del 90% nel 1920, per poi andare a circa il 2% nel 2000. Durante un tentativo di arginare la spirale inflazionistica del 2007, la Banca Centrale dello Zimbabwe ha fatto salire i propri tassi d’interesse anche fino all’800%. Quindi non sempre i tassi d’interesse possono rimanere fermi ad una cifra, ma potrebbero acquisire anche 2 o 3 cifre, aumentando il costo del denaro sempre di più.

Il tasso d’interesse nei mutui sub-prime alla fine degli anni 70 e nei primi anni 80 era molto più alto rispetto ai massimi storici. Molto di più rispetto ai massimi USA dal 1800, ancora di più dei picchi Britannici dal 1700, o da quelli tedeschi dal 1600. Senza dubbio, da quando i mercati sono esistiti, non c’è mai stato un tasso così alto per così tanto tempo.

Prima dei mercati moderni c’erano conti in banca che raggiungevano ben il 25%-50% di tasso d’interesse. Tutt’altra storia rispetto ai tassi d’interesse attuali, prossimi allo zero, e che hanno portato molti risparmiatori (vedi il caso di Banca Etruria e delle altre tre banche che hanno truffato i propri risparmiatori) ad investire in obbligazioni subordinate ed azioni molto rischiose, derivati che hanno portato migliaia di italiani sul lastrico.

Tasso d’Interesse negli Stati Uniti d’America

Eccoci arrivati quindi al nocciolo della questione: il tasso d’interesse USA che è ormai sulle prime pagine di gran parte dei giornali, in quanto è stato innalzato, da Janet Yellen con un consenso totale da parte del consiglio della Fed, da 0.25% a 0.50 punti base.

Negli Stati Uniti, chi prende la decisione sul tasso d’interesse è divisa tra il Consiglio dei Governatori, la Federal Reserve e la FOMC (Federal Open Market Committee). Il consiglio decide quindi i cambiamenti nei tassi dopo le raccomandazioni che vengono puntualmente fatte da una o più Banche della Federal Reserve presenti in ogni stato USA.
La FOMC poi decide il da farsi, prendendosi cura delle operazioni, come ad esempio il livello desiderato di denaro presente nella Banca Centrale, oppure l’esatta percentuale del tasso dei fondi federali. Fin dal 1954, la policy dei tassi d’interesse per la Fed sono sempre stati i Fondi Federali ed il suo tasso. Da prima del 1954, era il tasso di sconto nominale. Attualmente i tassi d’interesse sono appena sopra al minimo storico.


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Il tasso d’interesse USA negli anni

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Se diamo un’occhiata al grafico dagli anni 70 ad oggi, quello che vediamo è un trend palesemente ribassista del tasso d’interesse USA. Questo significa che l’economia è di fatto “peggiorata”, ovvero il costo del denaro è stato diminuito per favorire le aziende a prendere in prestito denaro, facendo circolare più denaro quindi, attraverso la stampa selvaggia (culminata con Ben Bernanke e la crisi finanziaria del 2006) il Dollaro si è svalutato man mano, con i tassi d’interesse che sono scesi sempre di più nel tempo.

La Federal Reserve ha innalzato i suoi fondi federali di ben 25 punti basi dallo 0.25 percento allo 0.5 percento, durante il meeting FOMC che si è tenuto nella giornata del 16 Dicembre. Mentre la Fed ha affermato che è abbastanza sicura che l’inflazione salirà sul medio termine, al suo obiettivo del 2%, i governatori sono stati comunque abbastanza cauti, affermando che le condizioni economiche “evolveranno in una maniera che garantirà soltanto il graduale incremento del tasso dei fondi federali”.

E’ stato il primo innalzamento dei tassi dal Giugno del 2006, quando Bernanke aumentò il tasso da 5 a 5.25. Dal 1971 al 2015, la media del tasso d’interesse è stata di quasi il 6 percento, toccando il massimo nel 1980, con un esorbitante tasso d’interesse del 20%, e un record minimo di 0.25, nel 2008.

Già nel 2016 ci saranno le prime importanti decisioni sul tasso d’interesse gestito dalla Fed. Si inizia subito il 27 Gennaio con la decisione sul tasso d’interesse, la prima dopo l’innalzamento a 0.5%. Poi seguiranno le proiezioni economiche della FOMC il 16 Marzo, e seguiranno subito dopo la decisione sul tasso d’interesse da parte della Fed, lo stesso giorno.

Nel 2015, la Fed ha deciso di innalzare il suo tasso d’interesse di un quarto di punto percentuale, dallo 0.25% allo 0.50% durante la giornata del 16 Dicembre 2015, affermando che c’è stato un miglioramento sostanziale nel mercato del lavoro, e che è abbastanza sicura che l’inflazione aumenterà, sul medio termine, per arrivare all’obiettivo del 2%. Tuttavia gli esperti della Fed pensano che il tasso dei fondi federali, possa rimanere sotto la media sul lungo termine, in quanto è necessario che i dati macroeconomici siano soddisfacenti per innalzare i tassi. Tuttavia, nel 2016 la Fed dovrebbe innalzare altre più volte il tasso d’interesse. I piani sono certamente quelli di un innalzamento sostenuto, e crediamo che se la Fed non dovesse rispettare le aspettative dei traders, il dollaro potrebbe accusare la delusione dei mercati.

2 Responses to 10 anni di Fed: ripercorriamo la storia dei Tassi d’Interesse della Federal Reserve

  1. Conte Zio ha detto:

    10 anni di crimini contro l’economia e contro la futura umanità direi. Certo l’intervento fatto in era Bush era necessario, doloroso ma accettabile. Ma la pazzia monetaria successiva non è giustificabile in nessuna maniera.

  2. Mammolo ha detto:

    Articolo veramente completo ed esaustivo, non avevo mai capito bene che cosa fossero i tassi di interesse. Siete grandi, fatevelo dire.

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