12 miliardi di manovra d’autunno

Il Governo Letta è nato sotto gli auspici di un doveroso taglio della pressione fiscale che l’Italia che lavora è costretta a sopportare. IMU sulla prima casa, blocco dell’aumento dell’IVA, taglio del cuneo fiscale sono tra gli obiettivi di questo governo. Ma si dimentica che il costo di questi provvedimenti è molto elevato. Se si aggiunge anche la necessità di finanziare la cassa integrazione in deroga per almeno 1,5 miliardi di euro, fanno 12 miliardi di euro che il governo deve trovare.
12 miliardi di euro che andrebbero trovati con tagli alla spesa parassitaria e agli sprechi. Ma sappiamo che la spesa parassitaria porta voti e quindi i politici non hanno il coraggio di toccarla, mentre gli sprechi ingrassano la burocrazia statale, dal direttore generale che fa i milioni all’impiegato di sportello che si accontenta anche di 20 euro di mancia.
E sappiamo bene che il vero potere intoccabile in Italia sta nella burocrazia pubblica. Dunque il governo non può tagliare la spesa. E a questo punto rimangono solo due ipotesi. La prima è coprire le minori entrate con poste di bilancio piuttosto aleatorie come il calo della spesa per interessi (ma quale calo se lo spread sta tornando a schizzae in alto?) o la lotta all’evasione fiscale (sono decenni che qualunque provvedimento che non ha copertura viene coperto con la lotta all’evasione fiscale). Ovviamente si tratta solo di fumo negli occhi dell’Europa, perché sappiamo che in questo caso l’Italia dovrebbe, semplicemente, aggiungere i 12 miliardi al suo deficit.
E infine c’è la strada preferita dai nostri politicanti: mettere tasse. In pratica i 12 miliardi dovrebbero servire a cancellare tasse già esistenti ma il Governo, probabilmente, semplicemente le trasformerà in altre tasse, che magari non fanno tanto rumore.
Povera Italia ma soprattutto poveri italiani!

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