A Giugno aumenta l’inflazione

Cultura, viaggi e trasporti trainano la crescita italiana, e portano l’inflazione di giugno di quest’anno, il 2015, a segnare uno 0,2% in più. Infatti l’indice nazionale dei prezzi al consumo è salito sia rispetto al mese precedente sia nei confronti dello stesso mese dello scorso anno. La stima preliminare dell’Istat per giugno era errata perciò per difetto, anche se di poco: era di uno +0,1%. I prezzi mostrano quindi una netta, ma piccola, ripresa.

A spingere i prezzi verso l’alto sono stati i servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona; è il cosiddetto “fattore vacanze”, che traina la crescita nel periodo estivo. Secondo i dati Istat, i pacchetti vacanza registrano aumenti dell’1,8% rispetto all’anno precedente e del 6,8% rispetto al mese precedente. Tra i vari tipi di vacanza, vanno bene i villaggi vacanza, i campeggi, gli ostelli e simili, che registrano addirittura aumenti del 10,7% sul mese. In rialzo anche i prezzi dei trasporti (+0,2%).

Al contrario, i prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona rimangono invariati rispetto al mese precedente e hanno una crescita rispetto all’anno precedente dello 0,8 per cento.

Se analizziamo l’Italia regione per regione, il Nord-Est è l’unica area con prezzi ancora in flessione nello scorso mese. Nel Nord-Ovest e nel Centro, invece, si registrano aumenti dello 0,4%, superiori all’inflazione, e nel Sud e nelle Isole rincari dello 0,2%. Milano ha gli incrementi maggiori dei prezzi; a seguire, Genova e Bolzano (+0,5% per entrambi). I cali maggiori dei prezzi sono invece a Bologna, Catanzaro e Venezia.

Il commento del Codacons, l’Associazione dei Consumatori, è positivo, e parla di un dato “che attesta l’uscita dell’Italia dalla deflazione, ma i segnali che arrivano dai prezzi al dettaglio sono ancora deboli”. In una nota del Codacons si legge ancora, come spiega il presidente Carlo Rienzi, che la crescita dell’inflazione rispecchia un generale miglioramento delle condizioni economiche del paese. Infatti i prezzi aumentano quando i consumatori tornano ad acquistare, ma si tratta tutto sommato di numeri ancora deboli. Tali aumenti dell’inflazione così bassi non garantiscono di dire definitivamente addio alla crisi economica. Insomma, non possiamo parlare di una ripresa economica vera e propria per l’Italia. “Per tale motivo – continua Rienzi – la guardia deve essere ancora alta, e ribadiamo la necessità di sostenere i consumi delle famiglie attraverso efficaci liberalizzazioni del commercio”.

Non dimentichiamo però che, dal 2008 ad oggi, la capacità di spesa delle famiglie è diminuita del 13,4%, portando i consumi a diminuire negli ultimi anni del 10,7%, per una cifra complessiva pari a circa 78 miliardi di euro. Uno scenario non certo incoraggiante, che porta a dover incrementare la domanda interna. Il primo passo da compiere è sicuramente un rilancio dell’occupazione, degli investimenti per la ricerca e lo sviluppo, ma anche l’avvio di un piano per la valorizzazione turistica del nostro Paese.

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