Abi, la recessione è alle spalle. I segnali di ripresa sono chiari

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“L’economia italiana è uscita dal sentiero recessivo ed è avviata su un percorso di chiara ripresa”. L’Associazione Bancaria italiana nel suo rapporto di previsione 2015-2017 traccia un quadro positivo per l’Italia che, a fronte di una crescita nel 2015 “frenata” allo 0,8%, segnerà un avanzamento dell’1,5% nel 2016 e dell’1,6% nel 2017.

L’Ufficio Analisi Economiche dell’Abi conferma le previsioni positive per l’economia italiana delineate a luglio, sebbene attenuate dai possibili “rischi al ribasso che si sono nel frattempo palesati e che hanno tutti origine esterna (paesi emergenti, terrorismo internazionale, difficoltà nel settore automobilistico europeo)”.

LA DOMANDA INTERNA
A fronte dei timori per le turbolenze esterne, a sorprendere positivamente gli analisti dell’ABI è l’andamento della domanda interna e dei consumi delle famiglie. Un inaspettato traino alla ripresa favorito dal reddito disponibile reale (+4% l’aumento previsto per fine 2017) che dovrebbe ridurre la propensione al consumo, che rimarrà comunque molto elevata rispetto al confronto storico. La ripresa della domanda interna, oltre che da fattori nazionali, sarà favorita anche dalla “prolungata e rafforzata politica espansiva non convenzionale della Bce”. Nel caso in cui si materializzassero i rischi esterni, mitigando eccessivamente gli impulsi della politica monetaria – suggerisce l’Abi – “sarebbe necessario che quest’ultima trovasse sponda anche in una più attiva politica fiscale europea per gli investimenti, pubblici e privati”.

BANCHE: REDDITIVITÀ ANCORA BASSA Pur risentendo degli effetti benefici del miglioramento del quadro reale, “nel prossimo triennio la redditività bancaria continuerà ad essere insoddisfacente: nel periodo di previsione gli utili dovrebbero generare al 2017 un ritorno sull’equity pari ad un insoddisfacente 2,7%, valore ancora inferiore al dato del 2008”. Nel 2017 gli utili netti torneranno superiori ai 10 miliardi, per la prima volta dopo il 2008, ma in termini di capitale a fine periodo sarà comunque sotto al 3% e a quanto registrato nel 2008, primo anni di crisi.

SOFFERENZE IN CALO DAL 2017 Le sofferenze delle banche, dopo un aumento del 10,7% nel 2015 e uno, previsto, del 2,7% nel 2016, torneranno a calare nel 2017, con un decremento del 3,2%. Nell’analisi dell’Abi, “il processo di deterioramento netto dei crediti sta rallentando, anche se risulta ancora troppo intenso”.

AUMENTO DEI PREZZI Sull’andamento dei prezzi al consumo, il financial outlook spiega come “la ripresa della domanda riuscirà, pur non senza fatica, a ridurre i rischi della deflazione, nonostante le nuove pressioni di origine internazionale: dopo una crescita pressoché nulla quest’anno (+0,2%), nel biennio 2016-2017 i prezzi al consumo dovrebbero crescere in Italia a un ritmo sostanzialmente allineato a quello medio europeo: +1% nel biennio 2016-2017, contro un +1,1% nell’area euro. Il migliorato quadro di crescita economica, la pur lenta ripresa dei prezzi e quindi l’espansione delle basi imponibili consentiranno di conseguire gli obiettivi ufficiali di finanza pubblica, anche grazie ai risparmi di spesa per interessi”.

One Response to Abi, la recessione è alle spalle. I segnali di ripresa sono chiari

  1. Conte Zio ha detto:

    Ridicoli quelli dell’ABI, si aspettano che queste fanfaronate avranno altre mancette da Renzi?

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