Alitalia: si dimette l’amministratore delegato Cassano

cassano alitalia

L’amministratore delegato di Alitalia Silvano Cassano si è dimesso venerdì 18 settembre dal suo incarico per motivi personali. Nel corso dei primi mesi di giuda della compagnia, che mantiene il 51% di investitori italiani e il 49% di compagnia partecipata con Etihad, Cassano non è riuscito a bloccare positivamente il trend relativo alle perdite che si assesta su un milione al giorno, ereditato dalla politica attuata da Silvio Berlusconi durante il suo governo.

La poltrona di amministratore delegato è stata lasciata dopo un anno di lavoro, durante il quale Cassano ha operato a stretto contatto con James Hogan, numero uno di Etihad, il quale si è rivelato essere il vero motore delle decisioni prese in consiglio di amministrazione. La comunicazione delle dimissioni di Cassano è giunta con una lettera che è stata scritta e diffusa dall’attuale presidente di Alitalia Luca di Montezemolo.

La lettera spiega le ragioni personali delle dimissioni e ringrazia Cassano per il suo lavoro in questo periodo di transizione, trasformazione e sviluppo del business Alitalia. Montezemolo ha quindi annunciato che in attesa della nomina del nuovo amministratore delegato sarà lui a svolgere questo incarico fino al momento in cui verrà nominata una nuova figura pronta a guidare la compagnia di bandiera italiana. La lettera si è quindi chiusa con l’augurio che questo periodo così delicato possa servire per dare un futuro positivo alla compagnia, nell’ottica di una cooperazione comune benefica per il successo dei progetti di riqualificazione e di sviluppo.

I cambi in casa Alitalia non sono certo una novità: prima di Cassano, c’era Gabriele Del Torchio, arrivato nel 2013 per traghettare la compagnia verso il matrimonio con Etihad. Il predecessore Andrea Ranghetti, ex Philips, era rimasto ad per meno di un anno e Rocco Sabelli aveva passato la mano dopo un solo mandato triennale.

La lettera è stata distribuita internamente ai dipendenti di Alitalia, che si sono visti ancora una volta cambiare amministratore delegato nel corso di appena un anno. Si tratta di manovre interne molto delicate, che potrebbero portare alla nomina di un volto nuovo e forse più ‘di spicco’, di una persona che potrebbe essere in grado di trovare le giuste strategie per risanare la situazione problematica che interessa i conti della compagnia di bandiera e di dare vita ad uno sviluppo coerente ed equilibrato dei piani di volo. Solo in questo modo la compagnia di bandiera italiana potrebbe restare tale e quindi diventare una voce positiva e non un enorme buco nero che inghiotte risorse senza produrre utili e benefici per i dipendenti e per lo stesso Stato italiano.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *