Apple: Evolversi o lasciare il passo, perché anche i giganti tremano

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La Apple ha sempre saputo stupire il suo grande pubblico, e da anni ormai ci ha abituato a numeri da record e scenari apocalittici durante i lanci dei nuovi prodotti. Questa volta tuttavia il colosso di Cupertino ha stabilito sì un record, ma diversamente dal solito in negativo, e soprattutto riguardante il suo fiore all’occhiello, l’iPhone. Già alle ultime versioni presentate negli scorsi anni non erano mancate le critiche, per un prodotto che in fondo non si è mai davvero rivoluzionato. L’iphone è sempre stato e comunque rimane una delle maggiori garanzie per Jobs e soci, un prodotto da cui ancora dipendono gran parte del fatturato e dei profitti della Apple.

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Tuttavia il mercato è cresciuto e i tempi sono cambiati, così come anche la concorrenza, in grado di produrre telefoni meno cari e più versatili degli ormai obsoleti e sempre simili iPhone. Il periodo d’oro della Apple sembra essere scomparso col suo fondatore Steve Jobs, e a dimostrazione di questo basti pensare che negli ultimi anni l’unico prodotto del tutto inedito lanciato sotto la gestione del nuovo Ceo Tim Cook è stato il discusso Apple Watch: l’orologio smart è stato presentato come un progetto rivoluzionario, ma a oltre un anno dal suo lancio l’azienda deve ancora convincere consumatori e investitori, e le vendite rimangono sotto le aspettative.

Determinata a non cedere e anzi a espandere i propri orizzonti verso nuove frontiere e settori di innovazione, la Mela più discussa al mondo si è poi lanciata verso altri progetti, come l’auto capace di guidarsi da sola, una fantasia su cui sono al lavoro diverse grandi aziende internazionali, ma che al momento pare non aver condotto a grandi certezze, e continua ad apparire come un progetto in affanno. Qualche sollievo arriva dalle App e dal comparto dei servizi, ma su ben altro devono puntare i californiani per raggiungere gli obiettivi prefissati.

Ora la società ha già iniziato un lungo conto alla rovescia in attesa del decennale dell’iPhone, previsto per il prossimo anno, un’occasione importante dove facilmente Cook cercherà di riprendere quota sollevando il sipario su novità più radicali e appetibili. Si tratta ovviamente soltanto di ipotesi, non supportate da alcuna dichiarazione, ma rimane evidente che di questo avrebbe bisogno ora la Apple. Intanto gli utenti giudicano, e proprio di recente l’annuncio della prossima uscita dell’iPhone7 è stato accompagnato da pesanti critiche per la poca praticità del cavo audio e per le misere modifiche apportate: la speranza a Cupertino è che il mercato abbia abbastanza pazienza per attendere l’anno prossimo, dove appunto potrebbero emergere sorprendenti novità.

Anche perché la Apple ha già dimostrato di saper uscire da baratri peggiori di questo: la società in passato è risorta da un imminente bancarotta per poi risalire fino alle vette della finanza come una delle aziende più valutate al mondo. Tuttavia anche per lei si pone il problema del rinnovamento, in quanto anche un prodotto pratico e a suo modo geniale come l’iPhone necessita di essere innovato, di adattarsi ai tempi, ai gusti e alle offerte del mercato. Nonostante gli enormi budget di ricerca e sviluppo che può permettersi tuttavia la Apple sembra ancora in difficoltà su questo punto, e trovare una risposta appare quanto mai fondamentale per assicurare un futuro solido alla società.

I sintomi di quanto finora detto sono percepibili già nella pratica, sotto forma di ostacoli sul medio e lungo termine espressi dalle cifre delle recenti prestazioni dell’azienda. Nel trimestre in corso è infatti atteso per lo smartphone un ulteriore calo del 12%, dopo che già l’azienda ha subito pesanti declini (circa il 27% delle vendite) nel suo terzo trimestre fiscale oltre che un flessione generalizzata che da mesi si protrae. D’altro canto la Apple vanta liquidità per un valore di oltre 200 miliardi di dollari, un patrimonio tale da rendere poco minacciose anche le minacce di tasse arretrate nei cofronti dell’Irlanda per 14,5 miliardi di dollari.

Ma lo scenario è più ampio di così, e la battaglia per la redditività futura rimane sempre all’orizzonte. Infatti l’azienda ha optato per una stretta sui fornitori, in modo da ridurre i costi e difendere i margini di profitto già a rischio. A questo si aggiunge il non ottimo andamento mantenuto alla borsa di Wall Street: la Mela rimane comunque in vetta alla classifica della market cap, ma di fatto il titolo nell’ultimo anno è sceso del 4%, confermando il trend in ogni caso negativo.

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La Apple rimane una delle aziende più grandi e più profittevoli al mondo ma se non ricomincia a innovare il suo destino è segnato.
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