Armani sposta i dipendenti svizzeri in Italia e abbassa lo stipendio

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La tensione è alta fra i dipendenti della casa di moda Armani che lavorano in Svizzera, in particolare nella filiale di Mendrisio che si trova nel Canton Ticino. E’ arrivata in questi giorni la notizia che ‘Re Giorgio‘ avrebbe deciso di chiudere la filiale ticinese della Armani Swiss Branch, traslocando in Italia e di conseguenza tagliando gli stipendi dei lavoratori svizzeri. I sindacati sono quindi sul piede di guerra e mercoledì si attende un incontro chiarificatore fra le parti.

Il trasferimento degli uffici dal Canton Ticino a Milano non è stato ancora ufficializzato e questo è quanto hanno affermato i dipendenti della filiale e la stessa Organizzazione Cristiano Sociale Ticinese, che è il sindacato che attualmente rappresenta i 130 dipendenti Armani coinvolti.

Nella giornata di giovedì 4 febbraio i lavoratori e i sindacati si sono quindi riuniti per appurare quello che da tempo sembra essere un rumor, ma che potrebbe presto tradursi in una realtà tangibile. Pronta è quindi stata inviata una raccomandata alla sede centrale del gruppo per comprenderne le intenzioni. L’azienda non ha ancora risposto e si è trincerata dietro un silenzio che potrebbe sciogliersi ufficialmente nella prossima assemblea.

I dipendenti possono quindi basarsi solo sulle voci del personale che è già stato contattato direttamente dall’azienda, la quale ha proposto loro la delocalizzazione della filiale ticinese. Ai dipendenti interessati, soprattutto quelli operanti nel settore del recupero crediti, è stato proposto di operare in Italia con uno stipendio di 1500 euro, quasi un terzo di quanto i lavoratori si vedono versare ogni mese in Svizzera, dove la retribuzione ammonta a circa 4500 franchi svizzeri, l’equivalente di 4000 euro mensili.

Anche i settori della logistica e dei rapporti con la dogana sono stati chiamati in causa dai vertici per una proposta di cambio sede e alcune anticipazioni sono apparse sul giornale locale Ticino News. Secondo gli articoli apparsi sulla stampa locale, i dipendenti avrebbero subito delle pressioni per accettare la nuova sede e soprattutto il nuovo stipendio, quindi è comprensibile che l’intero comparto di lavoratori stia vivendo un periodo ‘caldo’ in attesa di comprendere quali saranno le decisioni che interesseranno il loro futuro.

Sono passati 20 anni da quando il gruppo Armani si è insidiato nel Canton Ticino con una filiale, e ora la stampa locale non perdona la scelta (quasi certa) di re Giorgio, che è apparso nelle foto in perfetta forma fisica ma accanto a titoli che non lasciano sperare nulla di buono per il futuro dei lavoratori elvetici.

One Response to Armani sposta i dipendenti svizzeri in Italia e abbassa lo stipendio

  1. Conte Zio scrive:

    Secondo me Armani è libero di mettere la produzione dove gli piace. Io non la porterei mai in Italia, forse è stato vittima di una forma velata di estorsione da parte del governo…o sposti o ti facciamo partire ispezione fiscale. E Armani probabilmente ha ceduto per paura o convenienza.

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