Aumenta il numero degli assunti in Italia

Lavoro fiducia

Dati positivi per le assunzioni nel nostro paese, che grazie alla decontribuzione dei contratti a tempo indeterminato introdotti nella scorsa finanziaria hanno potuto registrare ben 246mila assunzioni in più nel corso del 2015. Si tratta di dati importanti, che lo Stato ha reso noti in questi giorni. In particolare, spiccano i numeri che interessano l’apertura di nuovi contratti a tempo indeterminato, saliti a 1.33 milioni e le conversioni di contratti a tempo determinato in indeterminato, che sono stati registrati nel numero di 371 mila. Si tratta di un aumento che parla chiaro, perché la cifra stimata nello stesso periodo dell’anno scorso era di 98mila contratti stabili. Questo porta ad un saldo tra attivazione dei contratti e cessazioni positivo di circa 600mila unità lavorative.

Secondo l’Inps che ha raccolto ed emanato i dati, le persone che sono state assunte con contratto di lavoro a tempo indeterminato e che hanno beneficiato degli sgravi fiscali previsti dalla legge sono stati in totale 900mila, dove circa 700mila sono nuove assunzioni e le restanti 200mila sono conversioni di contratti a tempo determinato. L’articolo 18 del Jobs Acts e il conseguente depotenziamento delle tutele hanno quindi condotto ad un aumento di 4 punti percentuali dei nuovi assunti rispetto all’anno precedente, in quanto essi sono saliti dal 32% dei primi nove mesi del 2014 al 38.1 dello stesso periodo temporale registrato nel 2015. Si tratta di un aumento che ha interessato anche i contratti di lavoro destinati ai ragazzi sotto i 29 anni, che dal 24.4% del 2014 sono saliti al 31.3% nel 2015.

I dati diventano molto interessanti se ci si spinge ad osservare la situazione regione per regione. Le regioni che sono salite sul podio delle assunzioni più copiose sono il Piemonte, il Friuli Venezia Giulia e l’Umbria, le quali hanno registrato un parziale un aumento del 54% dei contratti a tempo indeterminato, mentre i fanalini di coda sono la Sicilia, la Puglia e la Calabria, regioni che hanno registrato degli aumenti di media assestati al 15%, quindi al di sotto della media nazionale del +34%.

Positivo anche il bilancio sulle aperture delle partite IVA, in quanto nel 2015 il numero dei nuovi professionisti e delle nuove imprese si è assestato su 41.763 nuove partite Iva, registrando un flebile aumento dello 0.2% rispetto ai dati raccolti nel corso del 2014. Le partite IVA dell’ultimo anno sono state aperte per il 70% circa da professionisti, per il 20% da società di capitali e il restante da società di persone.

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