Aumenta il potere d’acquisto delle famiglie

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Aumenta il potere d’acquisto delle famiglie italiane, e di conseguenza anche i consumi. Parallelamente, crescono i redditi nel secondo trimestre di quest’anno. Ad affermarlo sono le rilevazioni dell’Istat: pare che il potere di acquisto delle famiglie, ovvero il reddito disponibile in termini reali (tenuto conto dell’inflazione), nel secondo trimestre sia in aumento dello 0,2% sul trimestre precedente e dell’1,1% su base annua.

Si registra anche un aumento del reddito disponibile delle famiglie in valori correnti dello 0,5% a livello congiunturale; ma la spesa per i consumi, alla fin fine, è aumentata solo dello 0,7% rispetto al trimestre precedente e dello 0,8% su base annua. Nei primi sei mesi del 2015, però, nei confronti dello stesso periodo del 2014, il potere d’acquisto delle famiglie ha registrato una crescita dello 0,8 per cento. Le famiglie italiane tendono anche a risparmiare meno, con una diminuzione di 0,2 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. Il tasso di investimento delle famiglie è anch’esso in diminuzione di 0,1 punti percentuali rispetto al trimestre precedente e di 0,2 punti percentuali nei confronti del secondo trimestre del 2014.

Ma il Codacons non considera questi dati davvero incoraggianti: «Il potere d’acquisto delle famiglie è ancora lontano dai livelli pre-crisi e, di questo passo, ci vorranno altri 11 anni per recuperare la perdita di capacità d’acquisto subita dai cittadini. I numeri dell’Istituto di statistica registrano un miglioramento che appare ancora inadeguato, soprattutto se si considera la forte perdita di potere d acquisto subita dalle famiglie italiane tra il 2008 e il 2014, pari al -12%», dichiara il presidente Codacons Carlo Rienzi. «Di questo passo, per tornare ai livelli pre-crisi, ci vorranno almeno 11 anni, considerato che negli ultimi 7 anni la capacità di spesa di ogni singola famiglia ha subito una contrazione media pari a -1.910 euro».

L’Istat è più positiva, e sottolinea che il potere d’acquisto delle famiglie torna a crescere, come non accadeva dal 2007. Dove sarà la verità? Ancora una volta ci chiediamo se basta un aumento dello zero-virgola per gridare al miracolo economico, o se davvero serviranno decenni prima che l’Italia possa dirsi davvero fuori dalla crisi economica.

I calcoli mostrano che dall’inizio della crisi le famiglie italiane hanno perso 2.600 euro di reddito disponibile, ma quest’anno ne hanno recuperati 220, secondo il rapporto Coop 2015. Basteranno 200 euro per fare davvero la differenza? Ad aiutare la ripresa del potere d’acquisto, inoltre, è soprattutto la deflazione, perchè tra il 2011 e quest’anno in termini nominali le retribuzioni in Italia sono cresciute dell’1% annuo ma sono scese dello 0,5% al netto dell’inflazione.

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