Azioni italiane al rialzo: fino quando?

azioni italianeLe azioni italiane nel corso di quest’anno e del 2013 hanno registrato un andamento di crescita sostenuta, una ottima performance che fa sorgere una domanda in molti investitori: fino a quando si andrà avanti?

Molti risparmiatori oggi si chiedono qual è il gap di rialzi ancora possibile e fino a dove si potrà spingere. Una domanda che si pongono anche Oltreoceano, con il Wall Street Journal che proprio nelle scorse settimane sottolineava che l’indice Msci nel nostro paese era cresciuto del 15,5 per cento nel 2014 e di oltre il 50 per cento nell’ultimo anno.

Senza dubbio gran merito degli ultimi balzi in avanti registrati in Italia, traino anche dei listini continentali, sono stati i titoli bancari nazionali, considerati dagli analisti il vero motore di questo ultimo periodo.

All’estero cresce la fiducia degli investitori nelle banche italiane, capaci di attuare una opportuna quanto necessaria capitalizzazione, ed in generale sull’economia del paese. In ogni caso non è tutto oro quel che luccica.
Infatti una parte degli analisti delle principali banche d’affari statunitensi ha evidenziato che mentre da un lato i rendimenti sui titoli di Stato italiani sono calati, il differenziale tra i bond italiani e tedeschi è ancora molto alto e difficilmente riuscirà a ritornare sui livelli pre-crisi, valori che attualmente appaiono molto improbabili da raggiungere in tempi relativamente brevi.

Parte del mercato è convinta che la Bce, da sempre sostenitrice dell’euro come bene da salvaguardare, non sia però in grado di garantire gli investitori di bond dall’escludere il manifestarsi di seri rischi creditizi. A tal proposito l’esempio della Grecia è il più lampante: i governi dell’eurozona possono andare tranquillamente in default ma nonostante ciò continuare a rimanere nell’euro.

Altro aspetto non secondario da considerare, ritornando più specificatamente al nostro paese, è il problema delicato del debito. L’Italia ha infatti un livello molto elevato, pari attualmente al 132 per cento del Prodotto interno lordo, che in Europa è secondo soltanto a quello della Grecia. Viene riconosciuto il fatto che il governo italiano si sta prodigando per sistemare nel più breve tempo possibile i conti, ma una parte degli analisti sottolinea, a tal riguardo, che un altro fattore da analizzare e tenere presente, sono quelle che vengono definite come “pressioni demografiche”. In altre parole, il popolo italiano, come età media, è piuttosto avanti con l’età, e questo potrà influire notevolmente sull’obiettivo di ridurre in breve tempo il debito.

All’estero si attendono segnali di un reale cambiamento strutturale del paese, anche se da più parti un certo scetticismo rimane. L’Italia è infatti da decenni che ha promesso riforme ma concretamente ha realizzato molto poco. Pertanto le prospettive complessive di crescita sono ancora destinate a rimanere piuttosto modeste.
Analizzando questo breve elenco di argomentazioni, è possibile affermare che il mercato azionario del Belpaese continuerà ancora a crescere, ma senza dubbio le prospettive di conseguire performance migliori di quelle finora raggiunte, rimangono molto basse.

2 Responses to Azioni italiane al rialzo: fino quando?

  1. Conte Zio scrive:

    Mai scelta di immagine fu più adeguata per l’articolo, il bello è che si tratta di una scultura che hanno avuto davvero il coraggio di mettere davanti alla sede di Borsa Italiana. Alle volte uno non vorrebbe sapere le cose in maniera così esplicita, un po’ di sana ipocrisia fa bene alla convivenza civile.

  2. DostoLungo scrive:

    Beh nessuno potrà mai accusare Borsa Italiana di non aver avvertito gli investitori in azioni italiani che si tratta di un investimento a rischio, a rischio di prenderlo li dove non batte il sole per essere precisi.

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