Banca Marche for dummies

banca delle marcheLa Banca delle Marche sta attraversando un periodo di crisi e di conseguenza verrà gestita dalla Banca d’Italia. Tale istituzione ha deciso di sospendere temporaneamente alcuni amministratori, sostituendoli con Giuseppe Feliziani e Federico Terrinoni. Il rimedio è stato applicato considerato il fatto che la Banca delle Marche presentava numerose rettifiche riguardo crediti.

La Banca delle Marche potrà operare sotto la supervisione della Banca d’Italia, adottando alcune migliorie riguardo il patrimonio e cercando di riequilibrare le funzionalità della banca. Ogni cliente, nonostante la presenza di supporto impartito dalla Banca d’Italia, potrà eseguire le consuete operazioni presso qualsiasi sportello senza subire alcun tipo di danno.



L’attività provvisoria consiste nel sospendere il Consiglio d’amministrazione e il Collegio Sindacale, sostituiti da alcuni commissari che appartengono alla Banca d’Italia. I commissari attivi sono Giuseppe Feliziani, il quale è direttore di Carisbo e importante collaboratore per la banca Intesa San Paolo e Federico Terrinoni, un ‘ex ispettore adibito alla vigilanza.

Già dal 2012 la banca ha subito un controllo da parte della gestione dei vari organi interni, soprattutto vista la nomina di Luciano Goffi come nuovo direttore generale.
Attualmente, la Procura di Ancona ha richiesto un’indagine nei confronti delle perdite relative alla banca che ammontano a quasi un miliardo di euro. Tali indagini, però, furono richieste anche in passato dalle Fiamme Gialle, anche se non vi sono indagati e non si sospetta reato. Gli accertamenti previsti da parte delle Fiamme Gialle vertono su tutta la situazione contabile della banca, oltre alle varie perdite subite nel corso dei mesi.

Nel 2011 tre banche avevano proposto sostegno, risarcimento e affidabilità nei riguardi della banca delle Marche, soprattutto da parte di Massimo Bianconi, ma tutti palesemente rigettati a causa di una riunione stabilita dai soci.
Nonostante vi siano stati dei miglioramenti grazie al sostegno da parte di altri enti, la Banca delle Marche è stata soggetta ad uno sciopero da parte dei dipendenti in data 30 agosto 2013. La Banca delle Marche è la più importante della regione e questo sciopero potrebbe comportare non poche conseguente a livello monetario. La decisione è stata presa dai sindacati Fisac-Ggil, Fiba Cisl e Dircredito; in principio la data era fissata per il 6 settembre 2013, ma è stata successivamente anticipata.

Il provvedimento è stato avviato a causa di numerose notizie riguardo la situazione drammatica che affligge la banca marchigiana, la quale presenta oltre mezzo miliardo di perdite, circa 518 milioni di euro, e 570 milioni di crediti che potrebbero non essere risolti. Attualmente, pare ci sia una lotta sia dal punto di vista civile che da quello penale per quanto riguarda le amministrazioni.

Lo sciopero doveva essere l’ultimo appiglio a cui potersi aggrappare, in base al piano di lavorazione previsto dal 2013 al 2016; il suo anticipo è stato causato da numerose cessioni di natura volontaria con conseguente attivazione di un piano esuberi prima della fine di quest’anno.
Per questo motivo i sindacati hanno deciso di procedere con tempestività, al fine da essere vittime di piani già organizzati e non modificabili. Peccato però che se adesso non vogliono essere vittime, per anni sono stati carnefici, partecipando in modo più che attivo alla malagestione che ha portato la banca in queste condizioni.

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