Banca Popolare di Bari: una domanda senza risposta

banca popolare di bari

Di Banca Popolare di Bari, purtroppo, ci siamo già occupati del recente passato. E’ vero che la Banca non è nelle condizioni pietose in cui sono state ridotte, per dire, altre banche come Popolare di Vicenza, Veneto Banca, Etruria e, per alcuni versi, Unicredit. E’ anche vero, però, che gli azionisti di Banca Popolare di Bari hanno dovuto ingoiare un boccone veramente amaro, un boccone al cianuro: la perdita secca del 20% del loro investimento in azioni della Banca Popolare di Bari.

Il problema di fondo delle Popolari non è nella capacità o meno degli amministratori. E’ proprio la loro natura che le rende estremamente vulnerabili all’azione di amministratori poco trasparenti. Fino alla riforma Renzi – Boschi il valore delle azioni delle popolari lo decidevano i vertici. Il popolo bue era ammansito e gli veniva fatto credere che le azioni avessero un valore elevato, ben superiore alla media. L’azione degli sportellisti compiacenti era ovviamente indispensabile.

Le azioni delle Popolari non sono quotate. E’ possibile venderle mediante un mercato interno ma si tratta di un mercato estremamente opaco, dove è evidente l’azione dei burattinai. Ma torniamo alla nostra Popolare di Bari. Il giorno 24 aprile 2016 succede il dramma: il consiglio di Amministrazione della banca barese, tanto cara al ministro dell’economia Pier Carlo Padoan, decide che il valore delle azioni scende da 9,53 euro per azione a 7,50.

La botta è pesante e colpisce anche molti piccoli risparmiatori che si erano fatti convincere a comprare azioni della Banca Popolare di Bari. Altri le avevano comprate perché la banca, negli ultimi anni, effettivamente era cresciuta. Proviamo a immaginare la scena.

Un piccolo risparmiatore, una persona onorata e lavoratrice, che torna a casa dall’assemblea della Popolare di Bari con gli occhi arrossati. Trattiene le lacrime perché è una persona dignitosa, ma la voglia di piangere è tanta. Fa i calcoli mentalmente su quanti mesi di lavoro si solo volatilizzati in pochi minuti. Si ripromette di recuperare: farà tutti gli straordinari possibili al lavoro. Non si arrende. Certo non è facile sentire le urla della moglie che lo accusa di aver dilapidato il patrimonio di famiglia. E non sarà semplice, l’indomani, sopportare gli sfottò degli amici. Adesso sono tutti esperti di finanza ma lui in quella banca ci aveva creduto, ci aveva scommesso i suoi risparmi. Forse era meglio fare come sua nonna, mettere i soldi sotto il materasso, ma ormai…

Non tutti gli azionisti della Banca Popolare di Bari però devono affrontare questi piccoli o grandi drammi. Ce ne sono alcuni che probabilmente, quella stessa sera, hanno prenotato in uno dei migliori ristoranti di mare pugliesi, magari alla Grotta Palazzese di Poglinano a Mare dove con meno di 200 euro nemmeno ti siedi a tavola. Cenano e stappano vino buono. La giornata è da festeggiare. Che cosa staranno celebrando questi azionisti? Lo scampato pericolo perché, guarda un po’, sono riusciti a vendere giusto in tempo il 18 marzo, subito prima della nefasta assemblea che ha decretato il taglio netto al valore delle azioni.

grotta palazzese

Lo splendido ristorante Grotta Palazzese di Poglignano a Mare.

Ma perché ci interessiamo tanto a questi azionisti? Perché non ci limitiamo a invidiarli per l’eccellente cena? Semplice, perché la giornata del 18 marzo è stata una giornata molto, ma molto particolare. Il 18 marzo sono passati di mano quasi 2 milioni di titoli della Banca Popolare di Bari. Per fare un paragone, nel corso dei mesi di gennaio e febbraio erano stati scambiati solo poche migliaia di pezzi. In un solo giorno passano di mano 2 milioni di azioni. E per i fortunati possessori si tratta di un incasso di ben 19.060.000 euro. Se avessero aspettato solo qualche giorno, avrebbero perso per strada poco più di 4.000.000 di euro. Lo scampato pericolo merita di essere festeggiato alla grande.

Ma chi sono i fortunatissimi (o preveggenti) azionisti? Questo non lo sappaimo. Quello che invece sappiamo è il nome dello sfortunato acquirente, che ha visto il suo acquisto deprezzarsi nel giro di pochi giorni: il gruppo assicurativo Aviva che aveva firmato pochi giorni prima un’alleanza con la Banca Popolare di Bari. Di solito queste alleanze sono suggellate proprio da partecipazioni azionarie e quindi non è una cosa strana in sè. La cosa strana è che questo passaggio ci sia stato proprio alla vigilia di una delle più pesanti svalutazioni che le azioni Banca Popolare di Bari abbiano dovuto sopportare nel corso della loro esistenza.

Non ci sembre un bel modo quello di accogliere il nuovo partner commerciale con una minusvalenza secca di 4 milioni di euro. La domanda fondamentale da porsi, in questo caso, è: chi ha venduto? Perché lo ha fatto? Che tipo di accordi o di compensazioni ci sono per Aviva? Banca Popolare di Bari non risponde, gli organi di controllo per il momento non hanno nulla da dire a riguardo, così come la stampa, soprattutto la Gazzetta del Mezzogiorno così incline a lodare le magnifiche sorti e progressive della gloriosa Banca Popolare di Bari così sapientemente guidata dal Dott. Jacobini…


P.S.
La storia dei festeggiamenti presso Grotta Palazzese è verosimile ma è frutto della nostra immaginazione. E’ possibile che i fortunati venditori si siano recati qualche altro ristorante della costa pugliese. Il conto di questi posti è caro, ma di solito vale la pena spendere, li suggeriamo per chi dovesse passare dalla Puglia per le vacenza.

4 Responses to Banca Popolare di Bari: una domanda senza risposta

  1. Nino scrive:

    Forse una indagine più accurata su chi ha venduto e chi ha comprato prima del tracollo del titolo farebbe luce su eventuali operazioni anomale.
    Sarebbe interessate sapere se e chi vigila sul rispetto dell’ordine cronologico di arrivo ed evasione deglo ordini di vendita. Mi pare che ad oggi non ci sia certezza assoluta sul rispetto delle regole FIFO.

  2. Achille scrive:

    Buongiorno
    Volevo sapere se qualche azionista che ha messo in vendita delle azioni dopo l’assemblea è riuscito a VENDERLE

    • Vincenzo scrive:

      In una conversazione con un direttore di filiale, ho saputo che le vendite delle azioni avvengono in ordine di data e sono ferme a fine giugno 2015!!! Per le date successive non sa quando le smaltiranno, dato che il fondo assicurativo Aviva sta’ ancora tentennando a comprare le azioni che ancora gli spettano come da contratto d’acquisto.

  3. Ignazio scrive:

    MA IN QUALITA’ DI SOCIO, AZIONISTA, CORRENTISTA, E’ POSSIBILE ACCEDERE AI DOCUMENTI CRONOLOGICI DI RICHIESTA DI VENDITA DELLE AZIONI? NESSUNO CI HA PENSATO O E’ DIFFICILMENTE CONCRETIZZABILE? SE AVESSI CON CERTEZZA LA DOCUMENTAZIONE CHE ATTESTA LA VENDITA POCO PRIMA DEL RIBASSO….AGLI…AMICI.. IO FAREI L’AZIONE LEGALE.

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