Banca Popolare di Bari: una lettera dall’interno per riflettere

jacobini popolare di bari

Oggi pubblichiamo, grazie ad un nostro lettore, una lettera che sembra provenire dalle file della Banca Popolare di Bari e che è stata indirizzata, in modo anonimo, proprio a questo nostro lettore, azionista di Banca Popolare di Bari che ha dovuto ingoiare il boccone amaro (e ingiusto) delle perdite. Si tratta di una lettera davvero molto interessante che ci aiuta a capire molti meccanismi.

Ecco la lettera in versione quasi integrale (abbiamo eliminato alcuni passaggi relativi alla futura comunicazione in codice) scritta da una fonte probabilmente interna alla Banca Popolare di Bari:

Mi scuso se sono costretto a comunicarle in questo modo, ma l’azienda di cui siamo stati invogliati (credo con modi anche ingannatori) e gestita dalla Famiglia Jacobini con metodi che costringono le persone per bene come noi, comuni cittadini, a organizzarsi in tutti i modi possibili, pur di non farsi fregare! (come, forse, in parte già avvenuto: ma non tutto è perso, e chi avesse agito contro la legge – come sarà presumibilmente facile dimostrare – DEVE PAGARE!!) Non mi chiamo Antonio Pinto, e sarò ben lieto di darle il mio nome nel momento che sarà più opportuno. E certamente arriverà!

Volevo semplicemente rendermi molto utile (come vedrà) alla battaglia che accomuna centinaia e, direi, migliaia di azionisti della Banca Popolare di Bari (BPB), che hanno il principale e quasi unico obiettivo di recuperare il massimo del proprio risparmio collocato in azioni della BPB. Ho letto e seguito con attenzione tutto il dibattito che sul sito Mercati24 è stato possibile rendere pubblico, e sono molto vicino a tutti quelli che, come lei, cercano giustizia, oltre che di recuperare i propri risparmi faticosamente messi da parte in tanti anni: Jacobini e i suoi complici non meritano di avere quel ruolo che hanno, avendo portato la BPB a quasi 500 milioni di euro di perdita nel 2015 (praticamente un terzo del Patrimonio Netto, guardando il Bilancio del 2014). Hai voglia a dire – come fa qualcuno – che è stato un anno eccezionalmente negativo per l’Economia (ma nelle interviste dei mesi precedenti diceva Che era tutto a posto per la BPB, nonostante la forte crisi dell’Italia e delle banche tutte . . .).

Come mai non riesce la BPB a vendere le azioni a chi chiede di recuperare i suoi risparmi li investiti?

Come mai Jacobini continua a non voler quotare sul mercato pubblico della Borsa Italiana le Azioni di BPB? Dicendo Che vuole proteggere il valore (ora sceso a 7,50 euro per azione da 9,53 degli aumenti di capitale degli ultimi anni) per i suoi Azionisti?

La risposta è molto semplice purtroppo (ma non definitiva): perché non vuole che il valore delle azioni si formi in modo trasparente su un vero mercato (la Borsa) e vuole continuare a gestire lui, come ha fatto per decenni (prendendosi, coi figli e gli amici, stipendi da favola), i soldi degli altri, mettendocene pochissimi di suoi e facendo credito solo a chi gli “restituisce” in qualche modo le elargizioni Che lui fa, Che gli hanno consentito in tanto tempo di costruire un sistema di potere, anche con evidenti legami politici di tutte le bandiere, Che ha tante ramificazioni e “capacita di intervento”, anche nei settori più istituzionali e di controllo.

Ma, al giorno d’oggi, con la velocità e trasparenza delle informazioni (internet, ecc.) è sempre più difficile gestire il potere nel modo in cui lo ha costruito Jacobini e, dunque, i nodi stanno ormai venendo al pettine!

Per la filosofia di gestione di un Gruppo che si è allargato moltissimo, potendo purtroppo contare anche su appoggi nei piani più alti delle istituzioni (Banca d’ltalia, Consob, Ministeri, ecc. e dico purtroppo a ragion veduta, perchè gli hanno fatto, chissà come mai, tantissimi favori) è incredibilmente vera la pubblicità che è stata appena messa sul sito della BPB e sta passando sulle televisioni (può andare a vederla subito sul sito della BPB alla sezione Gruppo, oltre che su YouTube): si chiama “SHHHH – Sottovoce” e, se la vede, è proprio significativa della possibile risposta alla domanda che facevo prima (perchè Jacobini non vuole quotare l’Azione della BPB in Borsa?): perche la filosofia di Jacobini è quella di fare tutto sottovoce, appunto.


La nuova pubblicità di Banca Popolare di Bari a cui fa riferimento la lettera

Cioè: AHUMMA AHUMMA, senza che si sappia troppo in giro di “come sta facendo il lavoro la Banca”. E perche, questo? Ma certo! Il perchè lo dice la pubblicità stessa: perchè sottovoce e all’oscuro (infatti tutta la pubblicita è fatta in ambienti scuri, anche Tarzan che grida nella giungla o il venditore di cocco a mare, che sono momenti in cui il sole dovrebbe spaccare le pietre!, oltre ai culi che spaccheremo noi!) non si capisce bene come sono avvenuti i fatti: cioè, la BPB – della famiglia Jacobini – ha detto chiaro chiaro che in tutti gli anni ha lavorato in silenzio (che sperano di mantenere) e all’oscuro, forse anche dalle informazioni di trasparenza che, in una quotazione in borsa, avrebbero dovuto comunicare ai Soci della Banca.

Quindi, per chiudere: qual è l’unica cosa che teme Jacobini e il suo miserrimo sistema di potere e di dirigenti e amici che ha sparso in tutta Italia? La luce, il sole, la trasparenza. . . Perciò, a mio modestissimo parere, la principale via che potrebbe metterlo in difficolta (e costringerlo ad andare via, mettendo la Banca in mano a chi può risanarla, facendo crescere il patrimonio e il valore dell’azione, oltre a poterla vendere e recuperare i nostri risparmi) e quella di far sapere a tutto il “mondo” che c’è qualcuno che, nel 2016, pensa di gestire i risparmi della gente (di Bari, ma non solo) “SOTTOVOCE”, senza dar conto delle proprie azioni, se non una volta all’anno, in Assemblee apparentemente ben organizzate e tutte felici, in cui si offrono panzerotti e pasticcini per raccontare, forse non a caso, che va tutto bene madama la marchesa!

Salvo poi, appunto nel Bilancio 2015 (ultima Assemblea alla Fiera del Levante di Aprile 2016) dire che la perdita netta è di circa 300 milioni di euro (lorda delle tasse, quasi 500 appunto), scusarsi con i Soci, per poi dire (come ha fatto il Presidente) che la colpa è del Governo, che ha fatto la trasformazione in Società per Azioni.

Veramente, le Azioni c’erano anche con la Banca Popolare di Bari (cioè, la Cooperativa come adesso) e lui, come i Presidenti (vecchi) della Popolare di Vicenza e della Popolare Veneto Banca, diceva che il patrimonio era sempre in crescita, come il valore delle azioni e che si sarebbe fatto carico di venderle in qualunque momento a quel prezzo. Si è visto quanto valeva il Patrimonio delle banche popolari venete! Nè si può dare la colpa al Governo, che ha fatto la trasformazione delle Popolari in SpA, tra cui la BPB! Anzi, semmai ha fatto emergere le situazioni di imbroglio più grosse . . . Ora, cosa le vorrei suggerire di tener presente, nell’organizzare la protesta di chi (tanti, troppi… per avere timore delle minacce in stile mafioso di qualche sedicente “Dipendente BPB”!) ritiene di aver subito praticamente operazioni di imbroglio e raggiro, sulle Azioni (ma non solo)?

Alcune cose che si possono fare sono:

  1. Cercare di dare la più ampia informazione della situazione (che le azioni non le vendono da mesi/anni, ecc.);
  2. L’informazione va data, come si sta facendo, su mezzi che tocchino il più ampio numero di persone (siti, forum, ecc.), ma anche diffondendo presso l’opinione pubblica allargata i comportamenti tenuti da questi Signori;
  3. L’opinione pubblica allargata vuol dire, soprattutto, televisioni e giornali con la massima diffusione nazionale, dal momento che quelli locali – ma non solo, purtroppo – sono saldamente controllabili dall’attuale vertice della BPB (ad es. Telenorba – il cui Presidente Montrone e nel consiglio di amministrazione della BPB con Jacobini -, Gazzetta del Mezzogiorno, ecc.);
  4. Le azioni di protesta verso il fatto che non si vendono le Azioni da mesi e mesi (nemmeno al nuovo prezzo di 7,50) vanno fatte più “rumorose” e visibili possibili (in centro, presso la sede, con striscioni grandi e ben scritti, magari preavvertendo televisioni locali e nazionali non collusi), senza farsi invitare a falsi dialoghi o preoccupare dalle indicazioni che arrivano da qualche “dirigente o collaboratore” della BPB. Anzi, prendendo i nomi di chi fa atti di “velato consiglio a desistere” dal protestare. . . e, se necessario, segnalandoli alle forze pubbliche se continuano o peggiorano;
  5. Organizzare bene la partecipazione dei Soci alla prossima Assemblea di trasformazione in SPA della BPB (che, sembra, dovrebbe essere ad Ottobre, ma bisogna capire bene quando sarà e come possibile partecipare, perchè cercheranno tutti i modi per non fare partecipare gli Azionisti incazzati e fare SHHHH), con preparazione di interventi efficaci e ad alta voce (Sui quali ci sara Corretta preparazione) In quella Assemblea sarà regolato anche il diritto di recesso: bisogna gestirlo bene, per evitare che Jacobini dia sempre la colpa ad altri (Governo, Banca d’ltalia, ecc.), e se la cavi senza rischiare di dover fare fagotto e andare via;
  6. Sollecito, a chi è sempre interessato a rimettere immediatamente in vendita le Azioni a 7,50 euro, facendosi dare sempre copie scritte della documentazione e della posizione di azionista/cliente, fregandosene delle chiacchiere non scritte sulle azioni che dicono i direttori e dipendenti della Banca;
  7. Se possibile, andare (in gruppo di Azionisti della BPB più numeroso possibile) allo stand della Banca d’Italia che è stato aperto presso la Fiera del Levante (mercoledi 14.09 c’è un convegno Sui diritti dei clienti delle Banche) e, rappresentare con le dovute maniere che c’e una Banca che tiene praticamente in ostaggio i soldi dei propri Azionisti, con la scusa della domanda/offerta di Jacobini su RaiTre… Preannunciando che, oltre a quelli già inviati dagli Azionisti, seguiranno altri “esposti” scritti alla vigilanza della Banca d’ltalia, per sollecitare un intervento necessario quanto mai.

Tenga presente che, al fine di operare soprattutto nelle situazioni dei punti 4 e 6:

  1. Sembrerebbe essere in corso un’ispezione della Banca d’Italia, anche sul bilancio della BPB. Quindi, se ci fosse una protesta ben organizzata e rumorosa, potrebbe essere più “chiaro” come lavora Jacobini con i soldi degli azionisti BPB;
  2. I giornali parlano spesso delle vertenze sulle azioni della BPB e, probabilmente, varrebbe la pena di considerare di unire le forze con tanti altri azionisti incavolati, in modo che Jacobini non risolverà le cose solo invitando a pranzo o a pasticcini i capi della protesta, ma si preoccuperà di tutti gli Azionisti;
  3. Nonostante la situazione di essere in difficoltà verso il potere, occorre comunque rivolgersi, attraverso legali corretti e non corruttibili, alla Magistratura. In Veneto, per Vicentina e Veneto Banca, si sono uniti migliaia di Soci delle due Popolari e, attraverso diverse azioni legali, hanno portato al sequestro dei beni dei vecchi Presidenti che hanno rovinato le Banche che dirigevano e gli Azionisti per milioni di euro! (Tutte cose andate su stampa e TV!);
  4. Occorre, comunque, fare molta attenzione e adottare le giuste misure nel dare incarichi per azioni legali agli Avvocati (baresi e non) e alle tante Associazioni che dicono di voler difendere i diritti dei Consumatori e Risparmiatori. Poi, in seguito, le racconterò alcune storielle particolari di pubblico dominio, che fanno capire come Jacobini possa riuscire a “raggiungere” molti di questi che si dichiarano “paladini dei truffati”. Qui bisogna usare grande cautela, controllo e intelligenza (tutte cose di cui le persone normali dispongono!).

In ultimo, per chiudere, le vorrei dire Sig. XXXXXXX, di non demordere e andare avanti (come la incoraggiano a fare anche tanti altri piccoli azionisti). Io la supporterò lealmente, anche se da una posizione in cui non posso dirle il mio nominativo, almeno per ora.

Prima vengono i singoli individui, poi le banche e il resto.

Saluti e spero proprio di poterla incontrare presto!

Sommario Articolo
Nome articolo
Banca Popolare di Bari: una lettera dall'interno per riflettere
Descrizione
Una lettera direttamente dall'interno di BPB, che fa capire moltissimo come la Banca abbia operato e stia operando per insabbiare la questione delle azioni Banca Popolare di Bari.
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Mercati 24
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3 Responses to Banca Popolare di Bari: una lettera dall’interno per riflettere

  1. Salvatore Gargiulo scrive:

    Io sono sicuro di una cosa: i miei soldi non li rivedrò più.
    Non parlo delle perdite, parlo del capitale al 100%. Ho questa impressione e mi sono messo l’animo in pace. Ho calcolato che si sono mangiati 11 mesi della mia vita, perché perché il mio investimento in azioni banca popolare di bari è pari a circa 11 mensilità del mio povero stipendio. Mi sono alzato alle 5 della mattina, tutte le mattine, per 11 mesi. E ho lavorato duro.

    Mi viene da piangere. Ma ci ho messo una pietra sopra. La prossima volta che in banca mi propongono qualcosa gli spacco la faccia seduta stante.

    • Mauro scrive:

      Io credo che la speranza non debba essere perduta in quanto la BPB pur con un bilancio 2015 disastroso con perdita di 297 milioni di Euro…ancora a tutt’oggi mantiene un TIER1 ed un Total Capital Ratio sufficientemente buoni e che non danno la Banca sull’orlo del fallimento.Detto questo pero’ la suddetta Banca ha il dovere di ONORARE i suoi impegni e soprattutto di rimborsare le proprie Azioni….ma la cosa assolutamente strana e’ che la Banca d’Italia e la Consob gia’ avvisate della situazione non facciano nulla in merito anche se sono organi preposti a questo !!!!!

  2. Nicola scrive:

    Cosa dire. Dobbiamo aspettare ormai stiamo tutti sulla stessa barca, anche i parenti dei impiegati della banca hanno gli azioni.

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