Banche centrali tra strette e allentamenti mentre il dollaro sale

Il trading sulle Opzioni binarie attrae ogni giorno un numero sempre maggiore di investitori e le decisioni delle banche centrali giocano un ruolo fondamentale nel determinare il futuro andamento delle valute. Con la Federal Reserve pronta ad innalzare i suoi tassi, mentre le altre banche centrali si preparano ad ulteriori iniezioni di liquidità, il dollaro dovrebbe continuare ad apprezzarsi. Ma come può fare un trader italiano ad investire con profitto sulle coppie valutarie in tranquillità e con il primo trade garantito? Semplice, con OptionWeb, una delle migliori piattaforme per il trading online di opzioni binarie. Per fare trading con OptionWeb, clicca subito qui e apri un conto gratis.

A conclusione della riunione di ieri la Federal Reserve ha mantenuto i suoi tassi di interesse invariati allo 0,25%, ritenendo appropriata una stretta della politica monetaria solo quando entrambi i suoi mandati, piena occupazione e tasso d’inflazione al 2%, avranno raggiunto l’obiettivo prefissato. Il FOMC ha lasciato tuttavia spazio di manovra per un possibile innalzamento già durante la riunione di dicembre, tanto che nella giornata di ieri le probabilità di un aumento dei tassi sono passate dal 30% pre-riunione al 50% post-riunione. Nel contempo, le preoccupazioni mostrate a settembre circa un possibile rallentamento dell’economia globale a causa della crisi cinese sembrano esser venute meno. A decretare quale sarà la decisione della Fed saranno allora come sempre i dati USA in uscita nei prossimi mesi, sebbene ci sia da notare che proprio in giornata la stima flash del PIL americano si è mostrata più debole del previsto con una crescita dell’1,5% contro l’1,7% previsto dagli analisti e piuttosto deludente rispetto al 3,9 del secondo trimestre. Bene invece i dati sulle richieste settimanali per i sussidi di disoccupazione che, sebbene in aumento rispetto alla scorsa settimana, si sono mostrati inferiori alle previsioni.

E se per stabilire quali saranno le prossime manovre USA in materia di tassi di interesse dovremo monitorare con attenzione i dati delle prossime settimane, sull’altra sponda dell’Atlantico, un Draghi spaventato dal timore di un contagio deflazionistico a fronte della fragile crescita economica, non si è astenuto la scorsa settimana dal dichiararsi pronto, se necessario, ad adottare ulteriori misure di stimolo. Il cambio di rotta rispetto alla posizione di settembre che aveva mantenuto lo status quo è senza dubbio da attribuire al rallentamento dell’economia cinese e alle conseguenti incertezze che circondano i mercati emergenti, fattori entrambi che potrebbero impedire il raggiungimento dell’obiettivo di inflazione a medio termine dell’1,7% (fine 2017) prefissato dalla banca di Francoforte.

Insomma, se Yellen e colleghi sembrano, pur con le dovute cautele, proiettati verso un aumento dei tassi, Draghi adotta invece una visione diametralmente opposta che sembra però condivisa anche dalle altre banche centrali. Nel tentativo di difendere il target di crescita 2015 fissato al 7%, la banca centrale cinese non ha infatti esitato la settimana scorsa ad annunciare il sesto taglio dei tassi dallo scorso novembre imputando tale decisione alla forte pressione deflazionistica e ad una diminuzione della domanda globale. Sulla stessa linea d’onda anche la Reserve Bank of New Zealand, che, pur avendo mantenuto stamane i suoi tassi invariati, ha sottolineato come un ulteriore riduzione dei tassi appaia altamente probabile.

Come hanno reagito i mercati valutari?

All’annuncio FOMC, inutile dirlo, il dollaro è schizzato in rialzo contro la maggior parte delle valute rivali e viste le diverse prospettive di Fed e altre banche centrali questo sembra un trend destinato a proseguire, sebbene non dovrebbero mancare correzioni da imputare perlopiù a prese di beneficio o condizioni tecniche ipervendute dei mercati. Tuttavia, qualsiasi dato statunitense negativo in grado di ridurre le probabilità di un innalzamento dei tassi da parte della Federal Reserve si rifletterà ovviamente in un indebolimento del dollaro.

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One Response to Banche centrali tra strette e allentamenti mentre il dollaro sale

  1. Marco Perri scrive:

    Interessante articolo, purtroppo la Yellen ha cacciato l’America in un buco nero da cui sarà difficile venir fuori. Per quanto riguarda OptionWeb, l’ho provato dietro vostro suggerimento e devo dire che la prima impressione è più che buona, vediamo come evolvono le cose

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