Benelli: fallita per 120 mila euro

Benelli Fallita

Alle assurdità italiane non c’è mai fine, e persino un’azienda italiana, che aveva da poco ricevuto moltissima liquidità Cinese, è riuscita a fallire, per un “erroruccio” da 100 mila euro. Tuttavia, c’è da scavare più in fondo per capire come mai la Benelli sia fallita, cercando anche di capire quello che succederà alla gamma di motociclette e ai vari clienti e rivenditori del colosso italo-cinese. Dopo il tracollo di MV Agusta, arriva anche un’altra italiana in questo girone dell’inferno, che sembra riservato esclusivamente alla cattiva gestione delle aziende di moto.

Storia Benelli Moto

Ma partiamo dall’inizio, e cerchiamo di capire che cosa sia Benelli, in modo da introdurre ai nostri lettori la storia di Benelli dall’inizio.
Benelli è un’azienda italo-cinese produttrice di moto e scooter, che ha sede a Pesaro.

Si tratta di una società a responsabilità limitata che fu fondata nel 1911 a Pesaro da Teresa Benelli e i suoi figli. Il gruppo è stato acquistato negli ultimi anni dai cinesi del Qianjiang Group Co. Ltd, di cui ormai le persone chiave sono il Presidente Lin Huazhong e Yan Haimei, amministratrice unica. Benelli ha 50 dipendenti.

Dal 1911, la Benelli rappresenta l’eccellenza, la tradizione, emozione e innovazione, che hanno caratterizzato l’azienda in più di cento anni, in cui l’azienda ha collezionato successi iridati e piloti conosciuti in tutto al mondo.

La particolarità delle moto benelli, sono di essere eleganti e sportive allo stesso tempo. Una moto o scooter Benelli, si riconosce al primo sguardo, grazie alle linee accattivanti e i tratti prevalentemente sportivi.

Qianjiang Group Co. Ltd

Lo stand del Qianjiang Group alla Canton Fair del 2015

Benelli ha oggi una rete distributiva efficiente. Dal 2005 fa parte del gruppo Qianjiang Group Co. Ltd, e che ha segnato l’abbandono della produzione in Italia. Adesso viene tutto prodotto in Cina, il gruppo Cinese è infatti il primo in Cina per dimensioni e capacità produttive nel settore delle 2 ruote. La produzione infatti raggiunge gli 1.200.000 veicoli l’anno impiegando 14.000 dipendenti all’interno di una fabbrica ultra moderna delle dimensioni di una città, situata a Wenling, a circa 500km da Shangai.

Benelli crisi: è fallita. Per una svista da 120 mila euro

Benelli WP

Benelli contro WP

Un’azienda del genere, è fallita per soli 120 mila euro. Possibile?

Proprio dopo la presentazione del modello Leoncino, che aveva fatto parlare tutto l’EICMA 2015, Benelli sembrava finalmente pronta per tornare alla ribalta. Invece no, è stata dichiarata fallita direttamente dal tribunale di Pesaro, con lo stupore degli appassionati.

La vicenda, è da attribuire ad un fornitore di Benelli, il produttore di sospensioni WP, posseduto in parte da KTM. La richiesta della WP è legale, in quanto la Benelli non ha pagato un debito contrattuale entro i termini stabiliti. Il 19 Luglio, come un fulmine a ciel sereno, il tribunale ha dichiarato fallita l’azienda pesarese, che è già ricorsa alla corte d’appello.

Per un’azienda del genere, che produce oltre un milione di moto l’anno, 120 mila euro non sono niente, quindi è ovvio che molto probabilmente si tratta di una “svista”, segnalata subito da parte della WP, che è praticamente l’artefice del fallimento di Benelli.

L’azienda pesarese, ha affermato che:

“Il credito vantato dalla società fornitrice che ha proposto l’istanza era stato a suo tempo contestato, anche se, ai fini della risoluzione della questione, Benelli aveva manifestato l’intenzione di procedere al pagamento, come in effetti sta facendo. Benelli sta già organizzando il reclamo alla Corte D’Appello di Ancona, in quanto il proprio bilancio è solido e dispone di liquidità sufficiente per l’adempimento delle obbligazioni assunte”.

Benelli azienda in crisi: passivo da oltre 5 milioni in rosso

Tuttavia, il bilancio del 2015 della Benelli, si è chiuso con un passivo enormemente in rosso: 5.700.000 euro in passivo, che va a sommarsi agli oltre 800 mila euro di passivo del 2014.

Si pensava che dall’acquisizione di QJ del 2005, l’azienda sarebbe ripartita. Ma la Benelli cinese non è mai riuscita a proporre del modelli che fossero in grado di calamitare l’attenzione del pubblico, se non per la Leoncino presentata ad EICMA l’anno scorso.

Il futuro è incerto per Benelli

Benelli Leoncino

Benelli Leoncino

Mancano ormai pochi giorni alla fiera delle moto a Milano, e il futuro per l’azienda Pesarese diventata Cinese, è ormai incerto. Siamo in un periodo estremamente incerto, nonostante manchi pochissimo ad EICMA.

Se Benelli dovesse consegnare a settembre i libri in tribunale, sarà senza dubbio il fallimento più assurdo nel mondo della moto di sempre. Benelli, è stata infatti dichiarata fallita dal tribunale di Pesaro, per un semplice debito di 120 mila euro, nulla per un’azienda che aveva ricevuto un’iniezione di liquidità dal gruppo Qianjiang.

Tutto per colpa del fornitore di sospensioni WP, che tra l’altro non produce nemmeno sospensioni così importanti per Benelli, in quanto sono destinate per l’attività R&D, quindi componenti che non andranno a finire sui modelli in vendita.

Benelli aveva bloccato l’ordine, ma WP era già pronta ad evadere la merce, richiedendo comunque il pagamento della merce, anche se le sospensioni non sono state spedite alla Benelli, in quanto non pagate perché non più volute.

Non è stato trovato quindi l’accordo, e tra le due aziende è scoppiata una vera e propria guerra legale.

Benelli ha agito nel giusto?

Benelli è nel giusto, o no? L’azienda ha bloccato l’ordine, scegliendo di non pagare WP, perché era sicura di aver bloccato l’ordine nei tempi e nelle modalità secondo la legge. Ma si tratta comunque di un rischio molto grande, per una cifra che è sostanzialmente piccola per un’azienda di questo calibro.

La sentenza di primo grado, ha dato ragione a WP, portando quindi all’avvio della procedura fallimentare.

Il debito è stato comunque pagato da Benelli, nei confronti di WP. Ma l’azienda è comunque fallita, anche in questo momento così importante a ridosso dell’EICMA, dove Benelli avrebbe dovuto presentare tantissimi nuovi modelli.

Per assurdo, a capo dell’azienda è stato messo un curatore fallimentare, anche se in realtà l’azienda non è sull’orlo del tracollo, ma è semplicemente in questa situazione a causa di una “svista”.

In questo momento, Benelli non esiste più, è fallita. E le probabilità di ribaltare la situazione sono soltanto al 50%.

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Un'azienda del genere, può fallire per 120 mila euro? A quanto pare: sì.
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