Bollettino BCE: l’economia mondiale si sta stabilizzando ma le prospettive di crescita dell’area dell’euro orientate verso il basso

Nel Bollettino economico di maggio la BCE delinea un quadro dell’economia mondiale in fase di stabilizzazione e di un contesto macro in miglioramento, grazie a una politica monetaria accomodante, ma nel quale le prospettive di crescita dell’area euro rimangono orientate verso il basso, a causa di una domanda estera debole.

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La domanda interna continua a essere sorretta dalle misure di politica monetaria. Il loro impatto favorevole sulle condizioni finanziarie, assieme al miglioramento della redditività delle imprese, incentiva gli investimenti. Inoltre – si legge nel documento -, l’orientamento monetario accomodante, il persistente aumento dell’occupazione risultante dalle riforme strutturali attuate in precedenza e il prezzo ancora relativamente basso del petrolio dovrebbero continuare a sostenere il reddito disponibile reale delle famiglie e i consumi privati”.

La BCE, nel suo bollettino, definisce l’orientamento fiscale dell’area euro “lievemente espansivo”. È chiara la richiesta di politiche fiscali più espansive da parte dei Paesi che se lo possono permettere, per evitare che il peso della ripresa economica gravi interamente sulle misure di politica monetaria della Bce; misure che da sole non permettono di raggiungere una ripresa economica forte e stabile.
Il riferimento alla Germania è evidente. I tedeschi godono da anni di un surplus commerciale che danneggia gli altri Paesi dell’euro zona e che permetterebbe, d’altro canto, ampi margini di manovra a Berlino.

Nella propria analisi, la BCE valuta positivamente gli effetti delle misure di politica monetarie adottate a marzo, sottolineando come le condizioni finanziarie dell’area siano migliorate e come “la trasmissione dello stimolo monetario alle imprese e alle famiglie, in particolare attraverso il sistema bancario, si sta rafforzando. La crescita della moneta è rimasta solida, mentre il tasso di incremento dei prestiti continua ad aumentare gradualmente”. Un giudizio ugualmente positivo viene espresso anche per le successive manovre adottate da Francoforte: “le misure di politica monetaria in vigore da giugno 2014 hanno migliorato nettamente sia le condizioni di prestito per famiglie e imprese sia i flussi di credito nell’intera area dell’euro. Le misure di politica monetaria adottate a maggio 2016 sostengono il continuo recupero della crescita dei prestiti, favorendo la ripresa dell’economia reale”.

Per quanto riguarda le prospettive di azione della Banca centrale europea, nel bollettino si può leggere chiaramente che “In prospettiva è essenziale mantenere un grado appropriato di accomodamento monetario per il tempo necessario a sostenere il vigore della ripresa economica nell’area dell’euro e ad accelerare il ritorno dell’inflazione su livelli inferiori ma prossimi al 2 per cento. Il Consiglio direttivo continuerà a seguire con attenzione l’evoluzione delle prospettive per la stabilità dei prezzi e, se necessario per il conseguimento del proprio obiettivo, agirà ricorrendo a tutti gli strumenti disponibili nell’ambito del proprio mandato. Nel contesto attuale è indispensabile assicurare che le condizioni di inflazione estremamente bassa non si radichino in effetti di secondo impatto sul processo di formazione di salari e prezzi”.

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