Borse europee, chiusura in positivo

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Chiudono in positivo oggi le Borse europee, nonostante l’ennesima frenata della Borsa di Shanghai (-2,5%). La Cina oggi ha frenato a causa della revisione al ribasso del Pil cinese del 2014, al 7,3%. I listini europei invece, dopo la frenata di venerdì scorso, nonostante anche la chiusura di Wall Street per il Labor Day, sono in netto rialzo. Ad esempio, il FTSE MIB ha guadagnato lo 0,7% sul finale. A metà mattina è arrivato anche il dato sulla produzione industriale tedesca che a luglio è aumentata dello 0,7% ma sotto le attese (+1,1%).

A Piazza Affari sono andate bene le azioni di Enel (+1,7%), sull’onda delle parole dell’ad, Francesco Starace; Fca ha guadagnato l’1,8%, ma ci si chiede se la casa madre si unirà a General Motor, operazione definita una priorità da Sergio Marchionne. Bene anche le Telecom Italia (+2,29%).

L’euro passa a 1,1166 dollari (venerdì in chiusura era a 1,1104) e a 133,26 yen (132,33), mentre il dollaro-yen si attesta a 119,3 (120,18). Il petrolio è a un passo dalla soglia di 45 dollari al barile; invece lo spread BTp-Bund è in leggera risalita poco sopra 120 punti con il rendimento del BTp decennale italiano all’1,9 per cento.

Il messaggio inviato dal G20 alla Federal Reserve chiede di fare chiarezza sui tassi, perché questa incertezza sta alimentando molta volatilità sui mercati. Se gli Usa decidessero di alzare i tassi si potrebbe, secondo alcuni, compromettere una crescita mondiale che fatica a ripartire. Anzi, molti parlano di una stagnazione quasi permanente.

Anche la Borsa di Tokyo ha chiuso in rialzo (+0,38%). Shanghai invece, alla riapertura dopo due giorni di stop per festività, ha perso il 2,5%. Durante il fine settimana la People’s Bank of China ha cercato di tranquillizzare i mercati affermando che è pronto a intraprendere altre misure e che, in ogni caso, l’economia cinese sta dando segnali di stabilizzazione. “Si tratta del ritmo di crescita annuale più basso degli ultimi 24 anni”, spiega il governo cinese in merito alla correzione al ribasso della crescita dello scorso anno. Il governo attribuisce il calo “ad un rallentamento dell’edilizia, un indebolimento della domanda interna e alle difficoltà delle esportazioni”.

Intanto, anche se Wall Street oggi tace, non possiamo dimenticare che si è chiusa nello scorso weekend la seconda peggiore settimana dell’anno. Non si sa ancora nulla sulla tempistica con cui la Fed potrebbe iniziare ad alzare i tassi di interesse; i posti di lavoro creati sono stati inferiori alle stime, ma comunque il tasso di disoccupazione è sceso ai minimi dell’aprile 2008 e i salari orari sono aumentati più delle previsioni.

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