Borse, Milano ancora giù a causa delle Banche: -3%. Male anche gli altri listini europei

Borse, Milano ancora giù a causa delle Banche

Ancora una giornata nera per la borsa di Milano. Nella seduta odierna Piazza Affari assegnare una perdita del 3%, con il listino che si è fermato poco sopra quota 17.000 punti, a 17.100.
A differenza di ieri, non vanno meglio le altre borse europee: Parigi perde il 2,18%, Londra l’1,19% e Francoforte cede il 2,63%.
Dopo un marzo segnato da forti guadagni che hanno, in piccola parte, fatto recuperare le gravi perdite segnate nei primi due mesi dell’anno, le borse mondiali aprono il mese di aprile sotto un segno negativo.

Vuoi guadagnare anche tu con il trading binario? Allora hai bisogno di un broker che ti insegni come massimizzare i tuoi profitti e minimizzare i rischi di perdita. Fare trading sulle opzioni binarie, sebbene piuttosto semplice ad un primo sguardo, può comportare rischi elevati. E’ quindi indispensabile iniziare a fare trading solo con una solida formazione di base, così da non dover fronteggiare condizioni di mercato avverse senza la giusta preparazione. A questo proposito Iq Option rappresenta è una delle migliori alternative per il trading binario. Questo broker regolamentato CONSOB, vi offre infatti un percorso formativo d’eccellenza con webinar gratuiti, e-book avanzati, sessioni di coaching, analisi giornaliere e molto altro ancora. Il programma Iq Option ti consentirà di divenire un trader di successo capace di gestire con prontezza le fluttuazioni di mercato. E se questo non fosse abbastanza, il broker si impegna a rimborsarti i primi trade così che tu possa avvicinarti ai mercati in tutta sicurezza. Prova oggi Iq Option qui.

Ad aggravare il clima negativo sono arrivate anche le parole di Christine Lagarde, direttore operativo del fondo monetario internazionale, che ha allertato nuovamente sulle condizioni dell’economia mondiale, paventando un aumento dei rischi a livello globale.

A spingere le forti perdite a Piazza Affari È ancora il comparto bancario
: Banco Popolare -8,05%, Bpm -6,56%, Ubi -5,89%, Carige -5,76%, Bper -5,68%, Intesa Sanpaolo -4,33%, Mps -3,81%, Unicredit -3,05% e Mediobanca -1,89%. La forte tensione sul titolo di Banco popolare è arrivata con la notizia della convocazione dell’assemblea per il 7 maggio per attuare l’aumento di capitale da 1 miliardo di euro, condizione necessaria per avviare la fusione con la BPM. Nel frattempo, a Palazzo Chigi si è tenuto un incontro tra gli esponenti del tesoro, quelle di Bankitalia e i rappresentanti dei banchieri al fine di tracciare lo stato di salute del sistema bancario italiano.

Forti vendite anche nel comparto e in quello auto: Saipem ha fatto segnare una perdita del 5,78%, Tenaris del 3,82% ed Eni del 2,51%. Il titolo Fca ha fatto registrare perdite per il 5,01%, chiudendo a quota 6,44 euro. La società guidata da Sergio Marchionne dovrà richiamare 15.000 Sab per un controllo sulle pinze dei freni.

Per quanto riguardai listini orientali, la borsa di Tokyo, a causa del forte apprezzamento dello yen nei confronti del dollaro (Ai massimi da 18 mesi), al lasciato sul terreno il 2,42%
, chiudendo a quota 15.732 punti. Il governatore della banca del Giappone, Haruhiko Kuroda, ha dichiarato che, in caso di necessità, rafforzerà ancora di più le misure di politica monetaria, abbassando ancora I tassi già negativi. In controtendenza alla borsa di Shanghai, chi ha chiuso la seduta con un guadagno superiore all’1%.

Sul mercato dei titoli di Stato, lo spread tra BTP decennali e gli omologhi tedeschi e è schizzato di oltre sei punti percentuali, attestandosi a 118 punti base, dopo aver sfondato anche muro dei 120 punti. Il rendimento dei BTP È salito fino all’1,28%, mentre i Bond tedeschi scendono di oltre il 23%, confermandosi come un bene rifugio per gli investitori in periodi di forte incertezza; al pari dell’oro, che fa segnare forti rialzi a sua volta, a 1230 dollari l’oncia.

Complice il forte se ti sismo sull’esito dell’incontro di Doha sul progetto di congelamento della produzione, il petrolio continua la sua discesa. Alla chiusura delle sedute, il Wti fa segnare un arretramento dello 0,3%, attestandosi a un prezzo di 35,6 dollari al barile; il Brent, invece, viene scambiato a $ 37,6 al barile.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *