Borse, un altro lunedì nero: petrolio ancora giù, tonfo Mps e Carige

Accantonata la prima drammatica settimana dell’anno, in cui i listini europei hanno perso in media il 7% del proprio valore, le Borse europee cercavano il riscatto e il recupero di una parte delle perdite. Il rimbalzo però non c’è stato.

Eppure le piazze azionarie avevano aperto le contrattazioni in rialzo, nonostante il nuovo tonfo delle borse cinesi, con l’indice composito di Shanghai e quello di Shenzhen in perdita di oltre il 5%. I guadagni iniziali però sono stati bruciati dall’andamento di Wall Street e la performance del petrolio, che cede un altro 6%.

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PETROLIO AI MINIMI DAL 2003
Non accenna a frenarsi la caduta libera del prezzo del petrolio. Il 2015 è stato l’annus horribilis del greggio che ha abbattuto tutte le temute soglie psicologiche, prima i 40 dollari al barile, poi i 38 e addirittura i 35. Il 2016 è atteso come l’anno del rilancio ma l’esordio è tutt’altro che positivo.
Dopo una buona partenza, una nuova ondata di vendite hanno portato le quotazioni del Wti sotto i 32 dollari al barile, per la prima volta dal 2003, con una perdita del 6%.
La domanda a cui si cerca risposta è capire quando si arresterà questa caduta del prezzo del petrolio. Analisti e studiosi sono concordi nel prevedere che, stando alle condizioni attuali, il valore del greggio potrebbe scendere addirittura a 20 euro al barile, livello al quale si arriverebbe al fermo quasi totale della produzione.
Ad incidere in maniera determinante sul prezzo del petrolio è l’andamento del dollaro e le tensiometri Iran e Arabia Saudita.
L’apprezzamento del biglietto verde tira inevitabilmente in basso il prezzo del barile di greggio e, vista la stretta sui tassi Usa scelta dalla Fed, il trend rimarrà lo stesso. La pericolosa strategia attuata da Riyad di eccesso di offerta per tenere il prezzo basso non aiuta il rappezzamento dell’oro nero.

CROLLO MONTEPASCHI E CARIGE
Seduta negativa anche per la Borsa di Milano: l’indice Fits Mib cede lo 0,57%, arrivando a 19.756 punti. Da segnalare il crollo di Mps e Carige.
Il titolo dell’istituto senese, fermato più volte in asta di volatilità, ha chiuso con una perdita dell’11,2%, attestandosi a un prezzo per la prima volta sotto quota 1 euro, a 0,925 euro, animo storico. La Consob ha perciò vietato le vendite allo scoperto sul titolo Mps per tutta la giornata di oggi. Il titolo ha perso il 50% del valore registrato a gennaio dello scorso anno.
Un risultato ancora peggiore per Carige. Oggetto di forti vendite, il titolo dell’istituto genovese ha perso il 13%, a un prezzo di 0,89euro. Dalll’inizio dell’anno la perdita è del 28%; più del 50% dallo scorso gennaio, quando il titolo era scambiati a 1,9 euro.
Dopo la chiusura delle contrattazioni da Genova è arrivato un comunicato in cui l’istituto precisa che “in relazione all’ingiustificato andamento odierno del titolo azionario, Banca Carige conferma che le attività della Banca proseguono nel rispetto delle previsioni del Piano Industriale 2015 – 2019 così come comunicato al mercato”, rassicurando sulla propria solidità patrimoniale e finanziaria e spiegando le perdite siano frutto di un “anomalo andamento borsistico sia influenzato da operazioni speculative non correlate all’andamento operativo del Gruppo”.

One Response to Borse, un altro lunedì nero: petrolio ancora giù, tonfo Mps e Carige

  1. Dario Botta ha detto:

    Gli italiani hanno pagato l’IMU prima casa per salvare MPS una prima volta. Adesso dovranno rimettere mano al portafoglio e sarà ancora peggio. Italiani popolo bue, capace magari di indignarsi su Facebook ma poi quando arriva il momento di pagare per salvare gli interessi della sinistra, pagano. Beoti.

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