Brexit: il giorno del giudizio per l’Europa

L’Europa sta arrivando al suo giorno del giudizio: il referendum Brexit che sancirà molto probabilmente l’uscita definitiva della Gran Bretagna dall’Unione Europea. Il 23 giugno i cittadini britannici sono chiamati a votare per un referendum. I sondaggi ormai sono chiari: malgrado le pressioni dei politici, dei sindacati e di altri poteri forti, i britannici sono decisi a far sentire la propria voce, non vogliono più sapere nulla di questa Europa.

brexit europa

Brexit cos’è

Con il termine Brexit si intende il processo di disconnessione della Gran Bretagna dall’Unione Europea. Il giorno 23 di giugno si celebrerà un referendum e tutti i sondaggi (almeno quelli indipendenti e non manipolati) sono concordi nell’indicare una vittaria per la Brexit. Il referendum è stato indetto dal premier Cameron che lo aveva promesso in campagna elettorale. Da notare che Cameron è personalmente contrario alla Brexit ma ha indetto lo stesso un referendum, rischiando addirrittura la poltrona. Se infatti, come probabile, vincerà il Cameron sarà probabilmente costretto a dimettersi. Un comportamento del genere non è comune tra i politici europei, di solito attenti al proprio personale tornaconto e intenti alla distribuzione continua e continuata di panem et circenses per comprarsi la rielezione alla prossima tornata elettorale. Di fatto una parte della politica inglese ha dimostrato una maturità e un rigore morale che la pongono già fuori dall’Europa. Certo non tutti, perché il partito laburista è ormai in preda ad una sindrome antisemita di matrice nazifascista ma questa è un’altra storia.

Brexit conseguenze

Quale saranno le conseguenze della Brexit? Dobbiamo distinguere tra conseguenze a breve termine e conseguenze a lungo termine. A breve termine è facile immaginare che ci saranno crolli di Borsa generalizzati e fortissimi movimenti delle valute: per chi fa trading online tutta questa volatilità dei mercati sarà una vera e propria manna dal cielo che potrà essere sfruttata per guadagnare. A tal proposito, facciamo un inciso: nei giorni della Brexit, per guadagnare il massimo, bisognerà stare incollati davanti al computer senza abbandonare posizioni aperte, soprattutto se il broker che si usa non è market maker. Per chi usa broker ECN, infatti, c’è il rischio che non scattino gli stop loss per mancanza di controparti. Molto meglio operare con broker seri, affidabile e soprattutto che siano anche market maker come ad esempio Plus500 (clicca qui per aprire il conto).

Non nascondiamo che il giorno della Brexit sarà una sorta di giorno del giudizio per i mercati. Alcuni broker, meno solidi e affidabili di Plus500, potrebbero proprio saltare.

Tra l’altro visto che non è obbligatorio fare trading on line, per chi non se la sente o ha paura di perdere soldi, nei giorni della Brexit la cosa migliore è astenersi da qualunque attività sui mercati.

Ma a lungo termine che cosa succederà? Qui dobbiamo distinguere tra Gran Bretagna e Unione Europea. I politici europei stanno cercando di spaventare l’elettorato britannico con promesse di ritorsioni economiche in caso di vittoria della Brexit e questo fa capire chiaramente chi vince e chi perde in caso di Brexit.

A vincere è la classe produttiva britannica: fuori dall’Unione si pagheranno meno tasse, la spesa pubblica improduttiva calerà, finirà il fenomeno del turismo dello stato sociale che vede moltitudini di europei stabilirsi in Gran Bretagna non per dare il proprio contributo lavorativo ma semplicemente per vivere dei ricchi sussidi che lo stato inglese elargisce. Dopo la Brexit, queste persone scegliere tra cominciare a lavorare duro oppure fare le valigie e andarsene.

I politici europei minacciano sfracelli semplicemente perché a perdere saranno loro, a perdere sarà questa Europa che ormai rappresenta solo una infinita schiera di burocrati che cercano di pianificare l’economia anche se di economia non sanno nulla. Una schiera di burocrati pagati troppo e senza nessuna legittimazione democratica.

Nei fatti, la Brexit è una risposta concreta e forte a questo tipo di politica dell’Unione Europea
, una politica che ha concesso a piene mani ad alcuni a cui in cambio non è stato richiesto nulla e ha tolto diritti alla classe media che è stata costretta anche a mantenere con le proprie tasse i primi.

Le conseguenze per l’Europa saranno dure: l’uscita della Gran Bretagna potrebbe causare forti cali delle esportazioni verso questo Paese, soprattutto se metteranno in atto le demenziali ritorsioni commerciali minacciate. In effetti, cercare di condizionare un popolo che va alle urne con delle minaccie di ritorsioni economiche è l’evidente dimostrazione che questa classe politica europea ha perso completamente il lume della ragione. Ancora, eventuali sanzioni avrebbero conseguenze molto più negative verso l’Unione Europea che verso la Gran Bretagna.

Possiamo riassumere la situazione con un paragone. Che cosa possiamo pensare di un marito abbandonato dalla moglie che per fare un dispetto alla ormai ex consorte si amputi gli organi genitali? Ecco, minacciare ritorsioni economiche per la Brexit è esattamente la stessa cosa. Ma da questa classe politica europea non possiamo aspettarci che il peggio, quindi saranno i contribuenti e la classe media dell’Unione Europea a pagare il conto.

Che cosa succederà all’Europa dopo la Brexit?
Lo scenario migliore sarebbe che gli apparati centrali europei capissero la lezione e emendassero i propri errori ma questa è fantapolitica. Quello che invece probabilmente succederà sarà un’accentuazione dei caratteri che hanno costretto la Gran Bretagna a fare brexit, con un forte aumento della già forte componente populista. Forze come la spagnola Podemos, per dire, sguazzano in questo tipo di situazioni e ne approfitteranno per accrescere il loro peso in Europa.

E il settore finanziario britannico?

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La finanza è uno dei settori in assoluto pù pesanti per l’economia della Gran Bretagna. In effetti i capi delle grandi banche con sede a Londra sono preoccupati per la Brexit e per il breve periodo hanno ragione, ci saranno scossoni. Ma questo non significa che la finanza inglese cade come un castello di carte (come una Popolare di Vicenza qualsiasi, per dire). Semplicemente, i suddetti capi dovranno rimboccarsi le maniche e trovare le soluzioni giuste ai problemi. L’Europa non può fare a meno dei servizi finanziari britannici, c’è poco da fare. La propaganda contro la Brexit asserisce che il sistema bancario inglese morirà con la Brexit. In effetti la city esisteva da molto prima che l’Unione Europea fosse stata anche solamente pensata. E continuerà ad esistere anche dopo che l’Unione Europea si sarà disciolta.

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