BTP: investire nei buoni del tesoro poliennali conviene?

BTP

Il BTP è un buono del tesoro poliennale, e rappresenta un certificato di debito emesso dallo stato italiano, che ha una scadenza che è superiore all’anno solare. Questi buoni del tesoro sono dei dei buoni che sono negoziati al Mercato Generale dei Titoli di Stato, soltanto per le somme superiori ai 2,5 milioni di euro, e invece al MOT per i lotti inferiori ai 2,5 milioni di euro. I buoni del tesoro poliennali hanno una durata poliennale, con scadenze che generalmente vanno da 3,5, 10, 15 o 30 anni. Il rendimento di questi buoni, viene calcolato in base al tasso fisso della cedola, ed in base alla differenza tra il prezzo di emissione ed il prezzo di rimborso. I BTP sono dunque un titolo “a capitale garantito”, ovvero prevede alla scadenza del titolo, il rimborso dell’intero valore nominale. Il prezzo di un BTP è dato dalla somma del valore attuale di una rendita posticipata con le rate che equivalgono il valore costante della cedola più il valore presente del valore nominale che riceveremo alla scadenza.

Tipologie Buoni del Tesoro Poliennali

Esistono numerosi tipi di buoni del tesoro poliennali, ecco alcune tipologie.

BTP€i: Il BTP€i, presente dal 2003, sono un buono del tesoro poliennale, indicizzato all’inflazione europea (BTP€i) che sono praticamente indicizzati in base all’inflazione presente nella zona euro, indicizzazione espressa attraverso l’indice dei prezzi a consumo “core”, ovvero senza il tabacco, che viene calcolato ogni mese dall’eurostat. Questo tipo di calcolo, serve per proteggere gli investitori a proteggersi dagli aumenti del livello dei prezzi. L’indicizzazione mette in conto sia le cedole semestrali, sia il capitale che è stato rimborsato in base alla scadenza. Il BTP€i permette di ottenere il totale rimborso del prezzo nominale, quindi nel caso ci fosse una diminuzione dei prezzi, ai fini dell’indicizzazione non se ne terrà conto. L’indicizzazione delle cedole ha una variabilità del rendimento di tipo nominale dei BTP€i, ma consente di ottenere comunque una costanza del rendimento per quanto concerne il potere d’acquisto.

BTP Italia: i BTP Italia, sono stati emessi per la prima volta nel 2012. Si tratta di un certificato di debito che ha una scadenza che è di 4 anni (adesso sono usciti anche a quelli a 6 anni). I BTP Italia, sono stati emessi dallo Stato. L’investimento è abbastanza alto, e deve essere di almeno 1000 euro oppure i suoi multipli. Verranno emessi tanti BTP quanti ne richiederanno i clienti, in quanto si tratta di un’emissione potenzialmente “Infinita”. I titolo, anche in questo caso, è di tipo poliennale, ed ha scadenze che solitamente sono di 4 anni, con cedole che vengono staccate puntualmente ogni semestre, che perl sono annuali. Per fare un esempio, un BTP al 5% paga due cedole da 2.5% ogni semestre. Il BTP Italia è sostanzialmente molto diverso dal BTP€i, in quanto il rendimento di questo buono ha un tasso che è sempre fisso, e verrà comunicato soltanto alla fine del periodo di sottoscrizione, ma che verrà calcolato sulla base del capitale che è stato rivalutato in base all’inflazione presente in Italia; un’altra differenza chiave è che l’indicizzazione è in base all’inflazione.

BTP: conviene?

Risparmio protetto? MA ANCHE NO!

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I BTP sono uno strumento di investimento apparentemente sicuro che è il prediletto di molti investitori. Ma vale la pena investire nei BTP? Se diamo uno sguardo molto attento allo spread tra i BTP decennali italiani e BUND tedeschi, si capisce che lo spread è sì aumentato, ma il rendimento è in fase calante:

BTP-Conviene?

Tuttavia, ci troviamo adesso in deflazione, e questo significa che un’eventuale ripresa potrebbe vanificare il nostro investimento. Si tratta quindi di un investimento assolutamente inadeguato per il periodo storico nel quale ci troviamo: in un periodo di deflazione. È quindi impensabile tentare di fare profitti con dei titoli di stato che sono completamente indicizzati al tasso d’inflazione italiana.

Che cosa sono i BTP Italia, convengono? I BTP Italia sono dei titoli a rendimento reale, in quanto hanno una cedola fissa e una parta variabile che è legata all’inflazione italiana. Sono dei titoli considerati “difensivi”, in quanto recuperano le variazioni dei tassi e del costo della vita, grazie alla componente variabile, anche se però, come abbiamo detto, in questo preciso momento storico ha davvero poco senso investire nei BTP.

La realtà, è infatti che nessuno di questi BTP ha avuto un vero e proprio successo. I BTP€i, che sono dei BTP indicizzati all’inflazione europea, non li ha voluti nessuno in quanto andavano in perdita rispetto all’inflazione italiana (che era più elevata, che era maggiore rispetto a quella europea), ovvero se l’Europa ha un’inflazione dello 0.5%, ma in italia è dell’1%, si sarà in perdita dello 0.5%. Questo è un tipo di investimento perfetto per gli investitori provenienti da altri paesi, come ad esempio la Germania, paesi che hanno una bassa inflazione. I BTP Italia, essendo legati all’inflazione italiana sono legati alle dinamiche presenti nel Bel Paese. Un BTP che è legato all’inflazione Italiana, è più interessante per gli stranieri che per gli Italiani.

I problemi arrivano anche nel caso si volesse vendere il BTP, se lo abbiamo pagato, ad esempio 1000 euro durante la fase di collocamento, questo sarà il valore nominale, ovvero il prezzo che ci verrà pagato alla scadenza. Adesso proviamo ad immaginarci che il tasso di interesse delle nuove emissioni, sia salito dell’1% con i nuovi buoni, andando dal 4 al 5%, chi potrebbe comprare il proprio buono se ci sono già quelli nuovi che valgono 5% rispetto ai tuoi che valgono soltanto il 4%? Se lo vorrai vendere, dovrai impostare un prezzo che annullerà lo svantaggio del tasso di interesse inferiore a quello attualmente presente a mercato, con un’offerta talmente bassa, che dovrà coprire tutto il disavanzo, per tutti gli anni di durata del titolo: anni luce, in quanto parliamo di investimenti.

C’è anche da considerare la questione del conto capitale, che permette di dare una quotazione al titolo. Durante il collocamento, il Buono ha un valore che è di 100, ma poi il prezzo cambia in continuazione, e in caso di tassi in salita, il prezzo continuerà a scendere. Si tratta quindi di “Una scommessa contro il tempo”, per sperare che i tassi dei BTP dell’anno dopo scendano ad un livello inferiore. E sappiamo tutti, che negli investimenti non si guadagna “sperando”, ma con dei sistemi solidi che durano nel tempo. I BTP potrebbero essere utili per quelli che investono nelle obbligazioni, speculando dunque sul cambiamento di prezzo (compro quando i BTP sono a 100, e li rivendo a 120, guadagnando il 20%), ma come abbiamo visto dal grafico, i BTP sono in crollo da ormai diversi mesi, e non sembra esserci più una via d’uscita per questo metodo d’investimento. Non abbiamo neanche intenzione di parlare dell’effetto estremamente distruttivo della politica monetaria della Banca Centrale Europea, la quale ha abbassato i tassi d’interesse, portando praticamente tutti i BTP in grande calo.

I BTP quindi, non rendono, ed è deleterio tentare di continuare a parlarne, in quanto ogni minuto in meno è un minuto in più da aspettare prima del profitto che potrete riuscire a fare, una volta che vi avremo spiegato il nostro segreto per guadagnare con i mercati finanziari. Si tratta di un segreto semplice, e facile da attuare, che può permettervi di guadagnare delle cifre molto interessanti. Noi lo stiamo utilizzando, e il guadagno che stiamo riuscendo a realizzare oscilla tra il 10-20% mensile.

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Il Social Trading è l’alternativa profittevole al BTP

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BTP-Alternativa

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One Response to BTP: investire nei buoni del tesoro poliennali conviene?

  1. IlTimido scrive:

    Ma che ca**o dite! Questi BTP sono una truffa e basta, non cercate di dargli anche un minimo di credibilità, lasciate perdere. Molto meglio i CFD Su plus500, sto avendo grandi soddisfazioni

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