Cala la disoccupazione, ma aumentano gli inattivi

I dati sulla disoccupazione e sul lavoro in Italia possono sempre essere letti da più punti di vista, a dimostrazione che tutto può essere visto in maniera positiva e negativa. Oggi, per esempio, leggiamo la notizia che la disoccupazione sarebbe scesa; ma aumentano anche gli inattivi, ovvero coloro che non hanno lavoro e che non cercano più un’occupazione, per vari motivi.

“53.000 italiani nell’ultimo mese hanno rinunciato a cercare lavoro, finendo tra i cosiddetti inattivi. I giovani italiani che hanno perso le speranze di poter trovare un impiego sono 22.000 in più” afferma il parlamentare dei 5 Stelle Di Maio che commenta i dati Istat. “Strano ma vero e c’è anche chi festeggia. Tanti cittadini iniziano a convincersi di essere buoni a nulla e a colpevolizzarsi del fatto che il mercato del lavoro li rifiuta”.

Il dato positivo/negativo commentato da Matteo Renzi, invece, ci dice che a settembre sono calate sia l’occupazione che la disoccupazione. A dirlo è l’Istat secondo le stime: il mese scorso l’Italia ha perso 36mila occupati (-0,2%) e 35mila disoccupati (-1,1%), mentre ha “guadagnato” 53mila inattivi (+0,4%) di età compresa tra i 15 e i 64 anni.

E così, anche se il tasso di occupazione è diminuito di 0,1 punti percentuali, arrivando al 56,5 per cento, la situazione del lavoro in Italia non è delle più rosee. Mentre su base annua l’occupazione cresce dello 0,9% e il tasso di occupazione di 0,6 punti. Il tasso di disoccupazione è invece calato di 0,1 punti percentuali.

La stima degli occupati 15-24enni diminuisce dell’1,2% rispetto ad agosto (-11 mila), e anche il tasso di occupazione giovanile, pari al 15,2%, diminuisce di 0,2 punti percentuali. Ma, nonostante le stime non proprio rosee, il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha affermato che “il Jobs act ha restituito credibilità a livello internazionale, ma soprattutto ha creato opportunità e posti di lavoro stabili. E’ la volta buona, l’Italia riparte”. E’ vero che c’è “molto da fare, ancora. Ma non dimentichiamo dove eravamo”.

Secondo il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, “i dati dell’Istat confermano un miglioramento strutturale del mercato del lavoro sotto il profilo della quantità e della qualità: in un anno, gli occupati aumentano di 192mila unità, i disoccupati sono 264mila in meno e crescono i contratti stabili; inoltre, a settembre il tasso di disoccupazione scende all’11,8% e la disoccupazione giovanile, pur ancora molto elevata, cala al 40,5%”.

Confcommercio è meno ottimista, e parla di “contenuto ridimensionamento” nel numero di persone occupate che “conferma la debolezza della ripresa in atto”. Si tratta, secondo sempre Confcommercio, di un dato che, comunque, “non mette in discussione la tendenza al miglioramento generalizzato delle performance economiche dell’Italia”. Bisogna rafforzare il miglioramento in atto, però, con una politica fiscale più decisa nel tagliare l’eccesso di carico fiscale che grava sulle imprese e sui cittadini italiani.

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