CariChieti, una nuova banca rinata dalle ceneri della Cassa di Risparmio di Chieti

carichieti

Carichieti sembrerebbe essere un’azienda tutta nuova, ma che però è tuttavia dissestata con delle azioni che ormai valgono carta straccia, poveri azionisti. Ma andiamo con ordine, e cerchiamo di riassumere che cosa è successo.

La Cassa di Risparmio di Chieti è (era) un istituto di credito italiano, adesso si chiama CariChieti S.p.A, ed è un istituto di credito italiano, con il capitale che è dell’80% dell’omonima fondazione e il restante che è di Intesa Sanpaolo.

Dal 23 Novembre 2015 cessa l’amministrazione straordinaria e nasce la Good Bank “Nuova Carichieti S.p.A.”, controllata dal Fondo di risoluzione che fa capo alla Banca d’Italia.

Come è possibile vedere dall’immagine di copertina dell’articolo, le radici di CariChieti affondano nel profondo della storia della nostra Italia, dal 1862 per poi passare al 1938 fino ad arrivare all’altro ieri, giorno in cui la banca è fallita miseramente.

La lunga e prosperosa vita della della Cassa di Risparmio di Chieti si è spenta domenica sera scorsa, quando noi pensavamo molto probabilmente a quello che era successo al Bataclan. Mentre noi eravamo impauriti, i potenti del governo pensavano a salvare una banca, anzi varie banche (Banca Marche, la Cassa di risparmio di Ferrara e la Banca dell’Etruria di Arezzo), ma delle altre parleremo attraverso altri articoli.

Questo campeggia sulla pagina di Carichieti, oggi:

“Da un secolo e mezzo siamo al fianco di imprese e famiglie.
Un rapporto forte con il territorio ricco di tradizioni comuni, con l’obiettivo di divenire un’efficiente azienda di credito nella piena consapevolezza della responsabilità del nostro ruolo.
Efficacemente proiettati sullo scenario socio-economico in cui siamo radicati e sempre più vicini all’economia e ai progetti di sviluppo finalizzati a garantire il benessere collettivo e durevole nel tempo.”

La morte della Cassa di Risparmio di Chieti è stata firmata dalla Banca d’Italia, che ha affermato che le condizioni nelle quali versava la banca era un’irrimediabile “situazione di dissesto”.

L’unica notizia positiva, è che la parte “sana” della Carichieti, ovvero tutti gli sportelli e i vari dipendenti, sono passati nelle mani di un’altra società, ovvero la nuova Carichieti SPA, che ha sede a Roma.

La nuova banca è libera della zavorra, che ammontava a circa 500 milioni di euro (8 miliardi in mezzo in totale con le altre banche) grazie al governo, che ha varato una nuova normativa sui salvataggi delle banche proprio domenica pomeriggio, qualche ora prima del salvataggio.

Le azioni? Carta straccia.

Le azioni hanno fatto perdere oltre 77 milioni di euro solo per la Carichieti. Anche le obbligazioni subordinate potrebbero valere circa zero a breve. Dopo tutto, però, chi investe in azioni di questo tipo deve mettere in conto che l’investimento possa andare male: zero trasparenza e capitale troppo piccolo. Molto meglio investire in azioni di grandi compagnie internazionali, quotate sui principali mercati finanziari mondiali…

5 Responses to CariChieti, una nuova banca rinata dalle ceneri della Cassa di Risparmio di Chieti

  1. paolo scrive:

    Propongo un ulteriore premio per i dirigenti, sempre tesi al bene e futuro della Banca. Ovviamente un grazie a tutti gli altri dipendenti e soprattutto a quelli che con il loro costante impegno hanno permesso ad alcuni di ottenere premi e fuori-buste al di là delle logiche di retribuzione. Complimenti!

    • Davide Angelucci scrive:

      Caro Paolo non ti conosco ma hai ragione. Il popolo bue paga sempre e comunque, ma queste cose succedono perché siamo una massa ragliante che si sfoga su internet ma non è capace di prendere una mazza di baseball e andare a trovare, casa per casa, i responsabili di questo disastro. Tanto i nomi li conosciamo tutti, inutile girarci intorno

  2. milena storri basti scrive:

    sono cliente della carichieti dal 1958, lo studio legale di mio marito e mio ha lavorato per la banca per 10 anni,tutti i nostri risparmi sono depositati in questo istituto, oggi ho perso ben 69.000,00 euro, per una obbligazione subordinata, obbligazione che in ogni caso tappresenta un credito, vi sembra giusto in uno stato che più volte ha salvato banche anche private con i miei soldi, mi obblighi senza preavviso alcuno a coprire debiti fatti senza il mio assenzo?

    • Investitore incazzato scrive:

      Io ho perso soldi. E dico che come italioti ce lo meritiamo. Perché siamo tutti bravi a fare i leoni da tastiera, a urlare su Facebook o su qualche altro social. Poi quando si tratta di passare all’azione che facciamo? Nulla. E i cari bancari che ci hanno rifilato queste schifezze se la stanno a ridere alle nostre spalle. Ci meritiamo il peggio. Tutto il peggio.

      • Orgogliosamente FISAC scrive:

        Signor Investitore Incazzato,
        mi rivolgo a Lei come ho già fatto in altre discussioni su questo sito così attento alle vicende dei miserevoli risparmiatori italiani. Se proprio rivuole i suoi soldi, esiste un metodo infallibile: mandi Sua Moglie a battere, vedrà che li recupera in pochi mesi. Sospetto che Sua Moglie le sarebbe davvero grata per questa scelta.

        Con tutto il disprezzo,
        Orgogliosamente FISAC

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