Confindustria: sfida a quattro per la presidenza

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L’elezione del presidente di Confindustria è importante e la seguiamo anche noi che di solito ci occupiamo di trading online. Ancora più importante è per gli industriali, che dopo gli orrori dell’epoca Squinzi si preparano ad eleggere un candidato degno.

Sembra di assistere a un annuncio di lavoro quando si leggono le caratteristiche professionali richieste al nuovo presidente Confindustria. Alcune fanno anche sorridere, come la richiesta di saper reggere un confronto televisivo, mente altre sono più serie e si basano sulla volontà di ricercare un candidato che si dedichi 24 ore su 24 all’associazione, che sia attivo nel modo giusto sui social network e che sia in grado di comunicare a tutti le direttive dell’associazione e i suoi scopi, che si tratti di una grande impresa o di un’azienda a conduzione familiare.

Queste sono le caratteristiche che il nuovo presidente di Confindustria è chiamato a possedere, perché al giorno d’oggi serve una figura che sia in grado di rimettere le imprese manifatturiere al centro e di giocare un ruolo di ‘contrappeso’ con il governo.

Il prossimo presidente di Confindustria verrà eletto entro il mese di maggio per sostituire il presidente uscente Giorgio Squinzi e la procedura di elezione prenderà il via proprio oggi lunedì 15 febbraio, con l’ufficiale consegna ai tre saggi delle candidature al comitato. I tre saggi sono il piemontese Giorgio Marsiaj, Adolfo Guzzini dell’omonimo gruppo e Luca Moschini, attualmente vicepresidente del gruppo Confindustria di Napoli. Le personalità che vorranno concorrere alla posizione dovranno quindi presentare la loro candidatura e attendere che i saggi siano d’accordo. Si tratta di una sorta di sbarramento che è stato inserito nel regolamento del gruppo l’anno scorso e che mira a verificare che i candidati alla presidenza abbiano influenza su almeno il 20% dei delegati che parteciperanno alla votazione primaverile.

Il primo assaggio di ‘campagna elettorale’ arriverà già il 19 febbraio a Torino, quando gli imprenditori di Valle d’Aosta, Piemonte e Liguria si incontreranno in occasione del primo confronto fra i candidati. E’ indubbio che si tratta di un periodo molto delicato per Confindustria, perché al di là dei pettegolezzi legati alla scelta di chi e come eleggere il novo presidente, la società sta vivendo un periodo di difficoltà interna e soprattutto una fase storica di declino che merita di essere sollevata dalla nomina di una figura forte e in grado di rispolverare l’associazione per ricondurla agli antichi lustri. Sul banco delle questioni più spinose si trova infatti il rapporto con i sindacati, che per alcune categorie interne all’associazione risulta più semplice mentre per altre più complesso da portare avanti nel nostro presente.

Almeno quattro sono le candidature che dovranno muoversi in un clima così speciale e per certi versi difficile. Chi sono le persone che correranno alla guida di Confindustria? I nomi certi sono Alberto Vacchi, 52 anni, a capo di Ima azienda che produce da un ventennio macchine per il packaging di prodotti farmaceutici e alimentari, Vincenzo Boccia, salernitano di 54 anni a guida di imprese tipografiche che può contare sull’appoggio di Emma Marcegaglia, Aurelio Regina, 53 anni, già presidente di Unindustria e Confindustria Lazio e infine Marco Bonometti, 62 anni, titolare della società di componentistica auto Omr e presidente degli industriali bresciani.

One Response to Confindustria: sfida a quattro per la presidenza

  1. Marco Liera scrive:

    Ma peggio di Squinzi, rappresentante di fatto della CGIL, sarà difficile fare.

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