Cosa ci riserva il 2015 per gli investimenti forex?

borsa

Che cosa succederà nel 2015 per quanto riguarda gli investimenti forex? Proviamo a fare un’analisi di quelli che sono gli scenari più probabili.

L’instabilità politica si sta facendo sentire da più parti e ciò certamente avrà un ruolo determinante, caratterizzando i mercati di una certa turbolenza. L’anno nuovo sarà prolifico per il forex che ha appreso a sfruttare non più solo la direzionalità, ma anche la volatilità. L’importante è, se non si riesce a prevederla d’anticipo, accodarsi alle scivolate, in attesa dei recuperi e viceversa. Riepiloghiamo tutte le “zone rosse” del forex, secondo quelle che sono le previsioni più accreditate. E’ pure da dire che fare previsioni ad ampio raggio è diventato quasi impossibile, dato che il mercato ci riserva spesso imprevisti che, non è raro, colgano alla sprovvista molti investitori. E’ diventata non solo una “moda manageriale” ma una tattica necessaria, la gestione “prudenziale”. Il money management sta cambiando direzione: non è più un’incetta di regolette fisse (ad es. 5% del capitale impiegato) ma si dirige verso una maggiore gradualità dell’investimento ed una riduzione degli orizzonti di impiego del capitale.

Rapporto Russia-Usa: E’ guerra fredda?

Non lo si può asserire ma di certo i rapporti sono tesi, al punto che si stanno innescando nuovi accordi a livello valutario ed internazionale, quasi stroncando il legame a doppio filo con il dollaro Usa.

Se oggi un’azienda vuole transare direttamente nello yuan cinese (reminbi cinese) può da qualche anno dirigersi direttamente nel mercato cinese, senza passare per l’economia del dollaro e ciò da quando è entrata in porto l’internazionalizzazione della valuta. Il dollaro resta ancora la valuta di riserva internazionale più presente ma va cedendo man mano spessore.

La Russia sta abbandonando i legami con gli Usa e l’Europa e stringendo accordi con la Cina, ma non si può ancora affermare che non dipenda per nulla dalle sorti del dollaro. Anzi, il gioco strategico instaurato attraverso il petrolio coinvolge certamente anche gli interessi sovietici, dal momento in cui la Russia, insieme ai paesi Opec, è uno dei più grandi esportatori di petrolio.

Gli investitori stanno tenendo d’occhio le mosse della Banca Centrale Russa che, per sostenere il rublo, sulla scia della continua caduta del rublo, ha deciso di intervenire nuovamente quando qualche mese prima era stato detto sì alla fluttuazione libera del rublo. Ora, proprio non si poteva fare a meno di mettere, di nuovo, mani alla “bacchetta” magica, innalzando il costo del denaro di 100 punti base (nuovo livello del costo del denaro: 10,5%).

Ecco, giusto per darvi un’idea la dimensione di forte deprezzamento che sta avendo il rublo nei confronti del dollaro, aiutata soprattutto dalla continua caduta delle quotazioni del petrolio.

rublo

Questo crocevia interminabile continuerà giocoforza anche per tutto il 2015? Certamente è presumibile che i rapporti di politica estera non riescano a raggiungere un equilibrio entro 1 anno a questa parte e possiamo attenderci “scossoni” di mercato ancora più forti di quelli che stiamo vivendo adesso. Anzi, la Russia ha tenuto bene il tiro, alla meno peggio di quello che le poteva capitare sul fronte valutario, grazie alle forti riserve auree che danno maggiore potere di intervento sul mercato dei cambi. Ma ciò non è certo servito ad arginare la caduta del rublo.

In sintesi, gli altri fronti di allerta “forex”

Le valute emergenti stanno destando non poca curiosità, dato che il legame tra “debolezza relativa” della valuta e l’instabilità geopolitica è talmente forte, da creare molta volatilità nei cambi.

Un esempio recente lo abbiamo avuto con la Grecia, anche se i tempi di recupero sono stati quasi immediati. E’ bastato un annuncio di probabile cambio della direzione politica a spaventare i mercati, nell’interpretare l’entrata della lista Tsipras con non eccessiva positività. Immediato il crollo dei mercati. Ora vi è attesa per l’elezione del prossimo capo dello Stato prevista per il 17 dicembre.

Se diamo uno sguardo al panorama internazionale, gli scontri sono ben aspri e non tendono ad arrestarsi. Per non citare delle difficili situazioni del Venezuela, dei problemi di ripresa economica che stanno interessando il Brasile, il disagio sociale che si sta vivendo anche nel Messico. Nell’occhio del ciclone, quindi, non solo il rublo ma anche le altre valute che stanno risentendo della debolezza sul mercato dei cambi, tra cui il peso messicano, soprattutto in risposta in quest’ultimo caso al calo del petrolio.

Corona norvegese, dollaro canadese e dollaro australiano rappresenta l’altro “terzetto” di punta per il forex, sulla scia della variazioni del petrolio.

One Response to Cosa ci riserva il 2015 per gli investimenti forex?

  1. Conte Zio scrive:

    Articolo interessante, analisi molto condivisibile. Comunque sono felice di come si stanno mettendo le cose, l’America presto si riprenderà, o meglio saranno gli americani che si riprenderanno l’America quando manderanno a casa Hussein Obama. E allora le cose cambieranno.

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