Crescono le sofferenze bancarie: è record

sofferenze sistema bancario italianoPer quanto tempo ci hanno raccontato la dolce favoletta che il sistema bancario italiano è sostanzialmente sano perché non coinvolto in operazioni speculative ad alto rischio? Almeno dal 2007 credo. Ma poi abbiamo visto come stavano davvero le cose: prima c’è stato lo scandalo Monte dei Paschi, poi sono iniziate a trapelare notizie sempre più drammatiche sullo stato di salute dei nostri istituti di credito. E questo, attenzione, senza che nessuno si sia mai preso davvero la briga di andare a vedere cosa ci sia nei bilanci di casa nostra, dove una parte consistente del patrimonio è costituito da immobilizzazioni immateriali (io non so cosa siano, posso solo immaginarlo). Che cosa succederà quando qualcuno farà finalmente pulizia? Il problema è che in Italia gli organi preposti a controllare non controllaro, al massimo ci pensa la Magistratura quando c’è un PM che ha voglia di visibilità e di una rapida e profittevole carriera politica.

La notizia di oggi è che le sofferenze bancarie sono cresciute, secondo l’ABI, fino a raggiungere la cifra monstre di 75 miliardi di euro. E rendiamoci conto che si tratta delle sofferenze ufficialmente dichiarate perché sappiamo bene che le sofferenze reali sono sicuramente molto più elevate. E c’è anche una notizia peggiore: questi soldi li dobbiamo mettere noi perché le banche non hanno alcuna intenzione di risolvere il problema in altro modo.

Per noi intendo che sicuramente sarà necessario un aiuto pubblico, modello Monte dei Paschi. Peccato però che le banche, quando saranno risanate a costo dei sanguinosi sacrifici sostenuti dal Popolo Italiano, saranno praticamente regalate al primo speculatore straniero che busserà alla porta, magari con una bella bustarella per il politico e il sindacalista giusto.

E’ questo lo sfascio del sistema Italia, non è solo un problema bancario ma è un problema globale. E’ ovvio che le sofferenze crescono visto che lo stato di crisi dell’economia perdura, il problema sta nel fatto che i prestiti sono stati erogati non a chi realmente li meritava ma in un’ottica clientelare, ad amici ed amici degli amici.

In questo modo si è ottenuto un duplice effetto distruttivo. Da una parte si è bruciato patrimonio regalando denaro a persone che non hanno mai avuto nemmeno lontanamente l’intenzione di restituirlo. Dall’altra, invece, chi aveva progetti seri, che potevano creare ricchezza e sviluppo, non è stato finanziato, magari perché non aveva l’amicizia giusta con il politico.

Auguri, Italia.

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