Crisi economica: le nuvole nere che si addensano all’orizzonte

Ormai sono anni che siamo in crisi e qualcuno ormai ha iniziato a dire che la crisi è finita, siamo semplicemente nella miseria. Peccato però che al peggio non c’è mai fine e altri nuvoloni neri si stanno addensando sui cieli dell’economia.

I problemi di finanza pubblica dell’Europa
Cominciamo dal più classico dei problemi: la Grecia. Il governo greco si è dimostrato ancora una volta recalcitrante ad applicare le necessarie misure di austerity e c’è stata maretta nella maggioranza. Risultato? L’Europa deve decidere se erogare o meno un’ulteriore tranche di aiuti da 8 miliardi di euro. Ovviamente se la decisione fosse negativa, la Grecia andrebbe dritta dritta in default, senza passare dal via. E ai problemi greci si aggiungono quelli portoghesi: un paio di ministri di peso (finanze ed esteri) si sono dimessi, incuranti dei gravissimi problemi che il paese sta affrontando. E anche in Italia le cose non vanno proprio bene: se è vero che siamo usciti dalla procedura di infrazione per eccesso di debito, è anche vero che lo spread è schizzato di nuovo in alto. Detto in altre parole i conti sulla carta sono a posto, ma i mercati non si fidano di noi. E, detto per inciso, fanno bene.

Il prezzo del petrolio schizza
prezzo petrolio
La guerra civile ormai cronica in Siria e le fortissime tensioni politiche in Egitto hanno avuto l’effetto di far schizzare il prezzo del petrolio oltre i 100 dollari, per la prima volta dal settembre scorso. Una notizia estremamente negativa soprattutto per quei paesi, come l’Italia, che non hanno saputo sviluppare una politica energetica indipendente e che devono importare dall’estero la maggior parte dell’energia.

Anche la Cina rallenta
La Cina è stata negli ultimi anni una sorta di locomotiva per l’economia mondiale. Ebbene, i dati provenienti da Pechino mostrano un certo rallentamento dell’economia cinese. Un brutto colpo per le speranze di crescita mondiale, ma c’era da aspettarselo. I cinesi lavorano come pazzi per produrre i beni che noi occidentali consumiamo. Ma se l’Occidente non compra, anche la Cina smette di produrre. Per fortuna (dei cinesi, ovviamente) il governo di Pechino non si è mai fatto incantare più di tanto da politiche di stimolo del mercato interno, tranne alcune operazioni di facciata. Questo significa che ci sarà una salutare correzione nel breve periodo, ma che presto la Cina potrà ricominciare a ruggire.

L’incognita FED
E’ bastato l’annuncio di Bernanke, qualche settimana fa, del rallentamento del quantitative easing, per far crollare tutte le borse mondiali. Ebbene, in questi giorni usciranno un po’ di dati macroeconomici negli USA e, se sono positivi come gli analisti si attendono, dalle parole si passerà ai fatti. Che cosa succederà ai mercati finanziari quando Bernanke comincerà davvero a rallentare il programma di acquisti dei bond è facile da prevedere: sui mercati mancherà la liquidità e dunque paesi come l’Italia avranno più diffoltà a trovare investitori disposti a comprare i loro titoli. Dovranno pagare tassi di interesse più alti, i bilanci pubblici ne risentiranno e la crisi si aggraverà ancora di pià.

E meno male che qualche ministro in vena di propaganda gratuita ha detto che la crisi sta per finire….

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