Cybersecurity: il mercato del futuro?

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Spesso ci interroghiamo su quali saranno le professioni del futuro, ovvero dove si concentrerà la richiesta di occupazione e quali saranno i settori che si potranno presentare più fiorenti o più ricchi di richieste di personale. Questo fatto rispecchia non solo l’economia di uno Stato, ma anche le necessarie manovre che servono per mantenerla alta e florida. In questo contesto si inserisce il bisogno di sicurezza nel web, con i conseguenti investimenti che ne derivano. Per comprendere l’importanza di questo settore basti pensare che, secondo i dati esposti dal settimanale La Repubblica, gli attacchi mondiali effettuati dal hacker riportano un danno economico che si aggira fra i 375 e i 575 miliardi di dollari ogni anno, una cifra che è pari al prodotto interno lordo del Belgio.

Il flusso di attacchi hacker è davvero impressionante, in quanto è continuo e vanta una diffusione globale. Esiste quindi un sottobosco di lavoratori che ogni giorno combatte contro questi attacchi e che si preoccupa di fortificare le difese delle banche dati che sono in possesso degli enti pubblici, ma anche delle grandi aziende private. La violazione dei database è infatti una delle azioni di hackeraggio più diffuse al giorno d’oggi, dove il nostro nome, cognome e indirizzo mail può valere più dell’oro per le aziende che devono fare comunicazione massiva sul web. A ciò si associano gli attacchi più audaci, che interessano spostamenti di denaro e anche cyber incidenti di altra natura. I dati parlano chiaro, perché solo negli States sono stati sborsati 13 miliardi di dollari all’anno per contrastare il lavoro dei pirati informatici, destinati alla cyber security ovvero alla protezione dei sistemi informatici federali e ai servizi It destinati a proteggere dati e numeri raccolti dal governo.

Di base l’investimento per la cybersicurezza sta crescendo con percentuali davvero importanti, che si aggirano sulla base del 70% ogni anno. La ragione di tale crescita va innanzitutto ricercata nella dipendenza aziendale dalle infrastrutture elettroniche e soprattutto dai supporti informatici ai quali vengono affidati i dati più o meno importanti raccolti dalle aziende. In secondo luogo, gli attacchi dei pirati informatici stanno crescendo e si stanno anche diversificando, perché l’accesso alle piattaforme web può essere multiplo e, per certi versi, considerato anche ‘creativo’.

In ogni caso, si tratta di crimini e di violazioni, che vanno quindi contrastati mediante sapienti operazioni di controllo e di prevenzione. I dati parlano di una spesa media per le aziende di grandi dimensioni di 10 milioni di dollari globali e il trend è in continua crescita. Basti pensare che le aziende che hanno subito attacchi informatici sono state costrette a sborsare indennizzi variabili da 600mila fino a 1.5 milioni di sterline all’anno, cifre importanti che richiamano le aziende sul valore della prevenzione e della cyber sicurezza.

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