Doha spinge il petrolio, WTI sopra i 40 dollari al barile, Brent ancora sopra i 41

Doha spinge petrolio

È bastato l’annuncio di un vertice tra i Paesi Opec e i principali produttori che non fanno parte del cartello per far balzare in alto le quotazioni del petrolio. Oggi un barile di Brent è scambiato con 41, 52 dollari, poco più di quello di Wti che è quotato a 40,23 dollari.
L’incontro è fissato per il prossimo 17 aprile (lo stesso giorno in cui in Italia si voterà il referendum sulle trivellazioni, nuda) a Doha avrà come oggetto la possibile riduzione della produzione di petrolio per provare a far risalire le quotazioni dell’oro nero.

Hai mai pensato di ottenere ottimi profitti extra con il trading binario? Se non l’hai fatto, dovresti iniziare prendere questa opportunità in considerazione. Le opzioni binarie sono uno strumento d’investimento molto semplice, e se da una parte questa caratteristica rende molto più facile l’approccio ai principianti, dall’altra porta spesso molti a sottovalutarne i rischi connessi ad ogni attività di trading. Per operare con sicurezza e successo con le opzioni binarie, avrai prima di tutto bisogno di registrarti ad un broker regolamentato CONSOB che abbia a cuore la tutela dei tuoi soldi nonché la tua educazione finanziaria. Operare avendo alle spalle una solida conoscenza delle nozioni fondamentali del trading incrementerà esponenzialmente le tue chance di profitto. Se stai cercando un broker così Iq Option è il broker che fa per te. Provalo subito qui.

L’annuncio è stato dato da Mohammed al-Sada, ministro dell’Energia del Qatar e attuale presidente di turno dell’Opec. L’accordo è frutto dei fitti colloqui che ci sono stati nell’ultimo mese tra lo stesso Qatar, la Russia, Il Venezuela e l’Arabia Saudita; un’iniziativa che dopo l’iniziale scetticismo del mercato ha portato su il prezzo del petrolio. Da quando è stata firmata una prima bozza d’accordo, il 16 febbraio, le quotazioni sono salite del 30%.

Al-Sada ha dichiarato che tra i 15 Paesi produttori – di cui non ha fatto il nome ma che assieme rappresentano il 73% della produzione mondiale di petrolio – “c’è la convinzione che gli attuali prezzi del petrolio non siano sostenibili” e ha messo in guardia sugli effetti di una drastica riduzione degl’investimenti già in atto nell’industria petrolifera. È di oggi, ad esempio, la notizia che l’italiana Eni ridurrà gli investimenti a 37 miliardi di euro, prevede una riduzione dei costi per 6 miliardi e nuove dismissioni per 7 miliardi di euro.

Il punto fondamentale che ha convinto i mercati a sostenere il prezzo del petrolio è stato l’aver superato la contrarietà dell’Iran a qualsiasi ipotesi di accordo sulla riduzione della produzione. Il tentativo iraniano di riconquistare le quote di mercato perse per le sanzioni economiche renderà difficile raggiungere l’obiettivo di tornare presto all’equilibrio tra domanda e offerta di petrolio. Un obiettivo che secondo il ministro russo Alexander Novak che la definizione dell’accordo oggetto delle trattative potrebbe centrare tra la fine del 2016 e l’inizio 2017, con la possibilità, però, che slitti a fine del prossimo anno.

Novak ha anche aggiunto che l’accordo riguarderebbe la produzione e non l’export e che durerebbe fino al 31 dicembre. Nel frattempo le trattative e l’effetto annuncio potrebbe allargare il numero di partecipanti all’incontro del 17 aprile; riunione alla quale – secondo Novak – potrebbe in ogni caso partecipare anche l’Iran.

One Response to Doha spinge il petrolio, WTI sopra i 40 dollari al barile, Brent ancora sopra i 41

  1. Enrico scrive:

    Ho provato Iq Option come consigliate, e mi sono trovato davvero bene nonostante faccia già trading su Plus500, credo siano tutti e due ottimi metodi per guadagnare con il petrolio. Grazie.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *