Dopo le frodi, Toshiba taglia 6800 posti di lavoro

Brutte notizie in casa Toshiba, perché dopo lo scandalo delle frodi contabili, l’azienda ha comunicato che attuerà tagli al personale per ben 6800 unità. Si tratta di una soppressione che inciderà sull’organico esistente, composto da circa 198.700 dipendenti e che coinvolgerà i maggiori assetti della società, dalle televisioni ai PC fino al ramo degli elettrodomestici. La ristrutturazione aziendale è di base dettata dalla disastrosa previsione economica di 4.2 miliardi di euro che l’azienda è chiamata a sostenere alla fine del 2015, la quale corrisponde sulla carta al doppio degli utili accumulati dal gruppo negli ultimi vent’anni di attività.

La compagnia giapponese Toshiba fu fondata ben 120 anni fa. Si tratta di un gruppo noto e storico, che è stato coinvolto in uno degli scandali fiscali più gravi ed eclatanti del nostro presente. Lo scandalo esplose qualche mese fa, portando alle dimissioni del presidente e di sette super manager dell’azienda. Da quanto emerso, i dirigenti e gli alti livelli del gruppo avrebbero falsificato i bilanci trimestrali a partire dal 2008, gonfiando gli utili realmente conseguiti di oltre 1.2 miliardi di dollari. Cifre astronomiche, che hanno indotto gli investitori a scappare a gambe levate dalla società, e che hanno visto la capitalizzazione nel mercato dimezzarsi in pochi mesi.

Secondo gli esperti, il taglio di personale deve essere considerata come la prima delle manovre che potrebbe salvare l’azienda, alla quale si lega la chiusura del centro di ricerca situato alla periferia di Tokyo e dell’impianto di produzione di televisioni dislocato in Indonesia. Nel frattempo, l’ad di Toshiba Masashi Muromachi, sta lavorando con il management dopo avere fatto piazza pulita di tutti i manager colpevoli di avere agito illegalmente dal punto di vista fiscale. Toshiba ha quindi dichiarato che intenterà un’azione di stampo legale contro gli ex vertici e sottolineato la volontà di disegnare un futuro chiaro e trasparente dopo i tremendi scandali che l’hanno recentemente coinvolta.

Si tratta di una questione molto spinosa perché, a detta degli esperti, licenziare il personale e tagliare i rami poco produttivi dell’azienda si propone come il primo passo da compiere, ma servono manovre diverse, lungimiranti e focalizzate sull’ampio termine per salvare Toshiba dal fallimento. Gli azionisti hanno infatti fatto causa al colosso nipponico e l’autorità giapponese di vigilanza sui mercati ha proposto ddi applicare una multa da 60 milioni di dollari. Vedremo come andrà a finire, intanto il gruppo si prepara a vivere un periodo di shock che fa seguito alla gravità delle notizie diffuse negli ultimi giorni dai media di tutto il mondo.

One Response to Dopo le frodi, Toshiba taglia 6800 posti di lavoro

  1. Conte Zio ha detto:

    In Italia invece chi sbaglia è premiato. Chissà perché il Giappone è una delle economie più forti al mondo e noi siamo sempre più deboli.

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