Draghi: forze economiche cospirano per tenere bassa l’inflazione

“Ci sono forze nell’economia globale oggi che, tutte assieme, stanno mantenendo bassa l’inflazione” e che “potrebbero ritardare il ritorno dell’inflazione verso il nostro obiettivo”. Parole forti che assumono un peso ancora maggiore se a pronunciarle è il governatore della Banca centrale europea.

È quanto è accaduto ieri durante una lettura alla Suerf Conference organizzata dalla Bundesbank a Francoforte. Durante il suo intervento, Draghi ha anche precisato, però, che “queste forze possono rallentare il ritorno dell’inflazione ai nostri valori obiettivo. Ma non vi è alcuna ragione per cui esse dovrebbero portare ad una inflazione più bassa in modo permanente”; dando un segnale chiaro della determinazione con cui la Bce intende perseguire il suo obiettivo di raggiungere un’inflazione vicina al 2%.
Al momento, però, si è ancora lontani dal raggiungerlo; l’inflazione nell’eurozona a gennaio è allo 0.4%, in leggera risalita rispetto allo 0,2% di dicembre. E le prospettive prossime future potrebbero vedere il livello generale dei prezzi scendere nuovamente. Secondo il bollettino della Bce, l’inflazione potrebbe addirittura passare in terreno negativo.

ATTESO UN NUOVO INTERVENTO BCE “Se non ci arrendiamo all’inflazione bassa – e sicuramente non lo facciamo – a conti fatti ritornerà a livelli in linea con il nostro obiettivo”. Le parole di Draghi hanno rese le aspettative degli analisti su un nuovo intervento della Bce per adottare nuove misure di supporto all’economia e ai mercati quasi una certezza.
Il governatore ha poi spiegato che “adottare, (…), un orientamento di “wait-and-see” e ampliare l’orizzonte temporale delle nostre politiche comporta dei rischi, e cioè attese di inflazione non ancorate in modo duraturo e, di conseguenza, tassi di inflazione sempre più bassi. Se dovesse succedere avremmo bisogno di politiche monetarie molto più accomodanti per invertire questo processo. Da questo punto di vista, i rischi di agire troppo tardi sono superiori a quelli di agire troppo presto”.

La risolutezza della Bce si riflette nelle parole di Draghi quando chiarisce che “n on ci possono essere dubbi sul fatto che, se decidessimo di adottare politiche ancora più accomodanti, il rischio di effetti collaterali non ci fermerebbe”. “Abbiamo sempre in mente la necessità di limitare le distorsioni causate dalle nostre politiche – ha precisato il governatore della Bce – ma la priorità è l’obiettivo di stabilità dei prezzi. È questo il significato del principio della dominanza monetaria che è iscritto nei Trattati e che rende credibile la politica monetaria”.

LA GARANZIA SUI DEPOSITI
Draghi ha poi toccato il tema della garanzia comune sui depositi bancari della zona euro (una proposta che trova nel Tesoro italiano uno dei maggiori sponsor). A parere di Draghi nell’area euro “manca ancora un accordo sul terzo pilastro dell’Unione bancaria, la garanzia sui depositi, che è un elemento fondamentale per una vera moneta unica. Per questo, la proposta della Commissione per creare uno schema di garanzia europea dei depositi è la benvenuta”. L’obiettivo è quello di creare un vero sistema europeo di tutela dei correntisti che favorisca la nascita di “un mercato interno dei depositi nel quale la disponibilità degli stessi e’ garantita a prescindere dalla giurisdizione con un livello di fiducia nei depositi uguale dappertutto”. Quella della Commissione – secondo la Bce – è una proposta realistica e che “ offre una serie di garanzie contro il “moral hazard” così che la condivisione dei rischi non diventi una distribuzione dei rischi”. Il governatore della Bce è poi tornato su un concetto a lui molto caro, sottolineando come “la riduzione dei rischi e la condivisione dei rischi sono due facce della stessa medaglia e dovrebbero essere perseguite contemporaneamente: sono entrambe essenziali per proteggere la stabilità del settore bancario europeo e per garantire una trasmissione omogenea della nostra politica monetaria”.

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