Draghi: nessuna revisione, applicare bail-in con coerenza.

Draghi Bail In

“Bisogna assicurare un’attuazione coerente delle regole europee assieme ad ulteriore lavoro regolamentare per armonizzare le norme sulla vigilanza bancaria”. Il monito di Draghi suona a molti come una dura replica alle parole del Governatore di Bankitalia, Visco, che nei giorni scorsi auspicava la possibilità di rivedere le nuove regole sul risanamento e risoluzione delle crisi bancarie (Bank recovery and resolution directive, BRRD).
Nel suo annuale discorso al Parlamento europeo, il presidente della Bce ha spiegato che “riduzione dei rischi e condivisione dei rischi sono due facce della stessa medaglia e dovrebbero procedere in parallelo: sono tutte essenziali a proteggere la stabilità del settore bancario europeo”.
Draghi ha sostenuto la necessità di creare uno schema europeo di garanzia dei depositi, in modo da rendere la fiducia sui depositi ugualmente alta in tutti i Paesi dell’area euro.

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EVITATA LA DEFLAZIONE Il numero dell’istituto di Francoforte difende a spada tratta l’operato della Bce e a chi avanza dubbi sull’efficacia del Quantitative leasing e, più in generale, della politica monetaria europea Draghi risponde che invece stanno funzionando e che senza l’azione della banca centrale “la crescita economica sarebbe stata più bassa di almeno un punto percentuale e lo scorso anno l’inflazione sarebbe stata negativa. Il Qe – ha continuato Draghi – ha avuto impatti positivi sul credito alle Pmi, anche se per prestiti inferiori si pagano tassi più elevati, soprattutto nei paesi più esposti. Certamente dobbiamo fare di più perché le condizioni migliorino, ma la nostra è stata un’azione spettacolare”.

Draghi ha detto che a marzo “sarà necessario riesaminare ed eventualmente riconsiderare la nostra linea di politica monetaria, quando saranno disponibili le nuove previsioni economiche dei nostri tecnici”. A marzo, dunque, il programma di acquisti di titoli finanziari potrebbe essere rinforzato per contrastare la persistenza della situazione di bassa inflazione, ben distante da tal valore vicino al 2% che rappresenta l’obiettivo della Bce.

I TIMORI DEL BREXIT Nel corso del suo intervento, Draghi si è mostrato preoccupato per lo stato del progetto europeo, in particolare modo per la questione del Brexit, la possibilità, cioè, che la Gran Bretagna esca dall’Unione dopo il referendum del prossimo anno. “Una soluzione che ancori la Gran Bretagna in modo fermo all’interno della Ue e permetta nello stesso tempo a Eurolandia di integrarsi ulteriormente – ha sostenuto Draghi – aumenterebbe la fiducia”.
Non è casuale che il suo discorso si sia aperto con un richiamo sulla necessità di agire a livello europeo in questa fase di difficoltà economica e politica. “Siamo indubbiamente in un momento in cui la coesione dell’Europa è sotto esame. Molte delle sfide che dobbiamo affrontare sono Europee o anche globali per natura, e queste sfide richiedono una forte risposta europea”.
La necessità di una maggiore unione tra gli stati della zona euro ha segnato anche la chiusura dell’intervento del presidente della Bce quando ha ricordato che “cittadini e mercati sono troppo spesso insicuri sulla nostra capacità di agire insieme in uno spirito di responsabilità condivisa. Dobbiamo mostrare loro che si sbagliano”.

One Response to Draghi: nessuna revisione, applicare bail-in con coerenza.

  1. Marianna Fortis scrive:

    E’ un argomento delicato. Da una parte è giustissimo che chi sbaglia paga. Però la normativa del bail in è troppo sbilanciata verso i bancari, di solito conniventi con il management. Ad esempio, dovrebbero essere utilizzati i TFR dei dipendenti per coprire parte degli ammanchi di bilancio.

    Il problema pratico è che quando una banca arriva in odore di bail in, tutti scappano e quindi la banca è rovinata.

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