Draghi sfida la Germania con un piano di stimolo che supera persino le attese dei mercati

La Bce rompe gli indugi e presenta un maxi-piano di stimolo che supera anche le impegnative aspettative dei mercati. Nonostante le forti resistenze dei tedeschi – condizionati dalla ferma opposizione delle Sparkassen a misure espansive – Draghi è riuscito a convincere il board della Banca centrale europea sull’urgenza e la necessità d’intervenire in maniera ancora più decisa che in passato con misure che aiutino la risalita dell’inflazione e stimolino la ripresa economica.

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CONTESTO ECONOMICO Una ripresa che sta rallentando: le previsioni danno un avanzamento dell’1,4% nel 2016, dell’1,7% per l’anno seguente e dell’1,8% per il 2018, una ripresa che gli analisti descrivono come fragile e graduale. La volatilità dei mercati e il rallentamento della Cina e dell’economie emergenti sono variabili che rendono le prospettive non rosee. In più, nonostante gli sforzi passati della Bce, l’inflazione rimane anemica. Complice la caduta del prezzo del petroli l’indice generale dei prezzi è lontanissimo dall’obiettivo del 2%. Quest’anno l’inflazione dovrebbe salire appena dell’0,1%, con ulteriori escursioni in terreno negativo.

Nella conferenza stampa di presentazione, Draghi ha utilizzato proprio lo spettro della deflazione per lanciare una frecciata a Berlino. “Le misure approvate a stragrande maggioranza fanno piena giustizia della nostra volontà di agire. (…) Immaginate se non avessimo fatto niente, incrociando le braccia e dicendo ‘nein zu allen’, no a qualsiasi cosa. Oggi ci ritroveremmo con una disastrosa deflazione”.

IL PIANO Dato il contesto economico, La Bce ha innanzitutto deciso di rafforzare il quantitative easing, portato a 80 miliardi l mese il piano di acquisto di titoli, allargato anche ai corporative bond; tra gli asset che la Bce potrà acquistare sono state inserite anche le obbligazioni denominate in euro con merito di credito investment grade (cioè non speculative) emesse da società non bancarie della zona euro. Anche questa previsione va nella direzione di provare ad aiutare l’economia reale. È stato, inoltre, innalzato dal 33 al 50 per cento il limite all’acquisto di singole emissioni di bond di organizzazioni sovranazionali, ad esempio quelle della Banca europea per gli investimenti. Espediente per ovviare alla presumibile scarsità di titoli di stato, soprattutto tedeschi.

Novità tali da poter parlare di un quantitative easing3 che porterà il totale dell’intervento a 1750 miliardi di euro.

Ma la straordinarietà del piano messo in campo dalla Bce è data dall’adozione di azioni monetarie mai intraprese prima. Come la novità dei Tltro2, quattro maxi-prestiti alle banche per stimolare l’economia reale.
Da giugno 2016 la Bce presterà liquidità illimitata al tasso principale in vigore al momento dell’assegnazione, che oggi è zero, ma potranno avere uno sconto a seconda dei prestiti che operano, fino a scendere al livello di tassi sui depositi in vigore: in pratica le paga (al tasso dello 0,40%) per prendere a prestito purché reimpieghino i prestiti.

Importanti azioni sono state decise anche sul fronte dei tassi. Il board della Bce ha abbassato il tasso di riferimento principale dallo o,o5% allo 0%; un taglio uguale a quello di rifinanziamento marginale, portato da 0,30% a 0,25%.
Riguardo il tasso sui depositi degli istituti presso la Bce, il taglio deciso è in linea con le attese dei mercati. Il tasso scende a -0,40 per cento, per scoraggiare le banche a tenere i soldi parcheggiati a Francoforte e per stimolarle ad utilizzare i capitali per finanziare l’economia reale.

Il Consiglio direttivo della Bce ha approvato a schiacciante maggioranza la linea di Mario Draghi. Non all’unanimità, nonostante la rotazione dei membri abbia escluso Jens Weidmann, numero uno della Bundesbank e principale avversario interno del presidente italiano in seno alla Bce. Proprio dalla Germania sono arrivate le critiche più aspre: “misure totalmente inutili” commenta Michael Kemmer della Bundesverband Deutscher Banken, l’Abi tedesca, secondo cui la Bce “esagera i rischi di deflazione”.

One Response to Draghi sfida la Germania con un piano di stimolo che supera persino le attese dei mercati

  1. Giulio Lemmi scrive:

    Draghi, lei è una persona senza speranze e prospettive. Si deve dimettere.

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