Draghi: sul referundum la Bce è pronta a qualsiasi eventualità

mario draghi

La Bce è pronta a tutte le eventualità” che si potrebbero presentare all’indomani del referendum di giovedì sulla permanenza o meno della Gran Bretagna nell’Unione europea. Lo ha dichiarato il presidente dalla Bce, Mario Draghi, davanti alla Commissione affari economici del Parlamento di Bruxelles.

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Il Governatore ha poi aggiunto che “le incertezze restano alte e i rischi al ribasso sono tuttora significativi a causa dello stato di fragilità dell’economia globale persistente e degli sviluppi geopolitici”.

Draghi ha poi ammesso che è difficile fare previsioni sul reale impatto che una possibile Brexit potrebbe avere sui mercai e sull’economia reale dell’eurozona;aggiungendo, però, che pur essendo “difficile speculare sul risultato del voto in un senso o nell’altro, certamente siamo pronti a fronteggiare tutte le possibili eventualità, ma a questo punto è difficile essere più precisi di così”. Il numero uno di Francoforte ammette che “non c’è nessun piano, solo grandi consultazioni con tutte le banche centrali”; in caso di Brexit, la Bce proverà a stabilizzare i mercati fornendo nuova liquidità, inoltre – aggiunge Draghi – “monitorerà l’evoluzione delle prospettive dei prezzi”, restando “pronta ad agire usando tutti gli strumenti disponibili entro il nostro mandato, se necessario per raggiungere i nostri obiettivi”.

Nel corso del suo intervento Draghi ha poi analizzato lo stato dell’economia dell’eurozona dichiarando che: “la ripresa dell’area euro ha preso slancio dall’inizio dell’anno e ci attendiamo che continui con un ritmo moderato ma costante, sostenuta da una solida domanda interna e dall’efficace trasmissione della nostra politica monetaria”. La nota dolente arriva dall’inflazione che “è bassa e crescerà poco nei prossimi mesi”.

Il Governatore della Bce ha poi continuato sottolineando gli effetti benefici dell’azione della banca centrale europea: “senza le nostre politiche di stimolo, crescita e inflazione sarebbero significativamente più basse” ha aggiunto Draghi, secondo il quale “il pacchetto di marzo ha mitigato i rischi al ribasso per l’economia dell’eurozona. E impeto addizionale verrà da misure che sono ancora all’inizio dell’attuazione”.

Sul fronte degl’investimenti, la Bce ribadisce con forza l’esigenza di ripristinare il livello degl’investimenti pubblici che sono stati ripetutamente tagliati dagli Stati in crisi, che hanno scelto “la via più facile”: alzare le tasse e tagliare gl’investimenti, contribuendo a deprimere l’economia. Draghi spiega che tocca essere selettivi nella scelta dei settori in cui investire i capitali pubblici, concentrandoli in quelli “dell’educazione, del capitale umano, della ricerca e dell’agenda digitale”.

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