Draghi va alla televisione tedesca con il cappello in mano

Draghi Cappello In Mano

E’ stato davvero uno spettacolo, l’umiliazione pubblica di Mario Draghi. Il capo della BCE ha dovuto quasi chiedere scusa alla Germania tutta per il suo piano di riacquisto di bond governativi. Ha detto che non è affatto un piano per salvare gli stati in difficoltà ma che in realtà si tratta di un piano per salvare l’Euro. Una risposta in parte falsa, in parte ipocrita ma che spiega bene la situazione in cui Draghi stesso si trova.
Deve cercare di mantenere stabili i prezzi visto che è questo il compito di un banchiere centrale e infatti nella sua intervista assicura che l’inflazione non ci sarà, ricordando anche tragiche esperienze famigliari. Ma allo stesso tempo deve anche cercare di salvare il salvabile, evitando il default degli stati europei o almeno cercando di rimandarlo il più possibile.
Il fatto è che i due compiti sono tra di loro inconciliabili, anzi in conflitto. Perché un modo per risolvere i problemi degli stati europei meno virtuosi potrebbe essere quello di mettersi a stampare euro e comprare i loro titoli di Stato magari a tasso 0,1%. A quel punto l’inflazione schizzerebbe in alto e i livelli effettivi di debito scenderebbero rapidamente. Ma perché i tedeschi dovrebbero pagare con un’inflazione monstre la vita allegra di noi cicale? E poi per assurdo questa cura funzionerebbe se ci fosse rigore finanziario vero negli Stati che ne andrebbero a beneficiare. Ma sappiamo fin troppo bene che se questo dovesse succedere (e per fortuna i tedeschi lo impedirebbero con la forza) in Italia, Grecia, Portogallo, Francia, Spagna (nel caso tornasse al governo il PSOE) si scatenerebbe il bengodi, con panem et circenses per tutti.
Insomma, l’umiliazione pubblica di Draghi è un’umiliazione per tutti i paesi meno virtuosi d’Europa che Draghi ha cercato di salvare. E in fondo ce la siamo meritati.

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