Ecco cosa prevede il nuovo redditometro

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Nel nuovo Redditometro 2016, saranno oltre 100 le voci di spesa sotto osservazione, e nel mirino finisce anche l’assegno al coniuge. Ecco tutte le novità. Il Fisco è di nuovo pronto, infatti, a frugare tra le nostre spese; tutto sarà considerato, dai pacchetti bellezza nelle SPA agli abbonamenti alla pay-tv, per scoprire se quello che dichiariamo corrisponde al nostro reale tenore di vita e al nostro reddito realmente – e legalmente – percepito. Il «nuovo» redditometro, applicato ai redditi a decorrere dal 2011, è finalmente stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Si vuole pertanto «adeguare l’accertamento sintetico al contesto socio-economico mutato nel corso dell’ultimo decennio, rendendolo più efficiente e dotandolo di garanzie per il contribuente, anche mediante il contradittorio».


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Saranno considerati e vagliati attentamente anche gli assegni al coniuge, le rette per gli asili nido e gli investimenti nei fondi. Incrociando il reddito dichiarato e le spese effettuate, se lo scostamento supera il 20%, al contribuente viene data la possibilità di spiegarsi. Infatti, il primo passaggio è la notifica dell’invito a comparire; in seguito, si procede all’accertamento con adesione.

Le diverse spese sono divise in consumi e investimenti; nella prima categoria troviamo gli alimentari, l’abitazione (mutuo, affitto, condominio), i combustibili, i mobili, la sanità e i trasporti, l’istruzione, il tempo libero e gli animali. Un cavallo, sicuramente, è molto più dispendioso di un cane o un gatto domestico. Nella voce investimenti troviamo invece gli immobili e i beni mobili registrati, e anche le polizze assicurative, l’acquisto di azioni, obbligazioni e quote di fondi comuni.

La nuova versione accoglie i rilievi del Garante della privacy: vengono cancellate le «spese medie dell’Istat», che non concorreranno quindi né alla selezione dei contribuenti né potranno venire utilizzate in sede di contraddittorio. La seconda novità riguarda «la determinazione sintetica del reddito complessivo delle persone fisiche», per la quale «l’ammontare risultante dalle informazioni presenti in anagrafe tributaria si considera prevalente a quello calcolato induttivamente». Nonostante le buone premesse, il Redditometro non sembra funzionare poi così bene. Lo ha sottolineato anche la Corte dei conti che, nell’ultimo rendiconto, ha registrato nell’ultimo anno un numero di accertamenti sintetici su persone fisiche pari a poco più di 11 mila: un calo del 48,5% rispetto al 2013 e del 69,4% rispetto al 2011.

In ogni caso, chi è oggetto di accertamento ha sempre la possibilità di difendersi: come già detto, sarà suo onere dimostrare che le spese che esulano dalla copertura del reddito sono state sostenute con entrate di natura diversa, vedi aiuti da parte di genitori. E’ consigliabile comunque effettuare tutti i pagamenti a rischio, in entrata e in uscita, con metodo tracciabile e conservare tutta la documentazione.

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