Ecco cosa sta minacciando le pensioni degli italiani

Pensioni-Deflazione

C’è un nuovo pericolo all’orizzonte, che minaccia le pensioni in maniera addirittura superiore a quanto il governo Renzi lo stia facendo. Già l’amministratore delegato di Blackrock, Larry Fink, ci aveva messo al corrente di questa possibile minaccia qualche tempo fa. Siamo di fronte a dei tassi d’interesse, che sono così bassi che potrebbero minacciare gli stessi Italiani (e ovviamente anche gli Europei). Il problema è che il popolo italiano, potrebbe finire proprio come è finito il giappone qualche tempo, ovvero in una spirale deflazionistica, ovvero “aumentare il tasso di risparmio, frenando gli acquisti e quindi conseguentemente anche la crescita”. Si tratta quindi di una vera e propria depressione, che avrebbe secondo gli esperti, un crollo molto importante sul risparmio previdenziale.

Le politiche monetarie delle banche centrali, sono ormai da anni estremamente espansive, per cercare anche di frenare le pressioni deflazionistiche, che del resto si sono originate 20-30 anni fa, quando eravamo proprio all’inizio del boom di Wall Street e della fiducia nei confronti delle borse e delle banche.

Adesso però, è scoppiato tutto (vedi crisi dot com e Lehman Brothers 2007/2008) e quello che c’è rimasto sono solo le ceneri, che ci hanno lasciato ad un paese estremamente indebitato. Per ridurre questo debito, gli economisti hanno pensato bene di ridurre i tassi d’interesse (“drogando” l’economia). Interrompere quindi questo ribasso dei tassi, in un’economia drogata fino a questo punto, porterebbe quindi ad una deflazione ancora più grave.

Siamo quindi di fronte, come affermò Larry Summers (ex ministro tesoro), ad una vera e propria stagnazione secolare, ovvero il risparmio che supera gli investimenti, accompagnato da politiche monetarie tipicamente dovish.

Non c’è quindi futuro, in quanto se l’economia non riesce a riprendersi appieno nemmeno con delle “facilitazioni” così importanti come l’abbassamento dei tassi, come potrà farlo quando i tassi verranno riportati a livelli “umani”?

E intanto, i numeri sull’indebitamento del paese fanno paura: il 2015 è stato l’anno in cui bollette e rate non pagate hanno raggiunto un livello mai visto prima d’ora: 58,9 miliardi di euro, il 3,6% del nostro PIL. Si tratta di rate del mutuo o di prestiti per l’acquisto di auto e altri beni, bollette del telefono, bollette di luce, gas e telefono che devono ancora tornare nelle tasche di chi ha fornito questi soldi (i creditori). Gli importi sono cresciuti del 5% rispetto allo scorso anno. Siamo davanti ad un muro, e non c’è una vero e proprio modo per tornare subito sulla retta via.

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