Eurogruppo, trovato accordo sugli aiuti alla Grecia: 10,3 miliardi e interventi sul debito

Ci sono volute 11 ore per vincere la resistenza di una parte dei Paesi creditori, Germania in testa, ma alla fine la riunione dell’Eurogruppo ha trovato una soluzione di compromesso e ha autorizzato la concessione di una nuova trance di aiuti alla Grecia e il via libera alla ristrutturazione del debito ellenico.

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L’attore principale di questa trattativa è stato il Fondo Monetario Internazionale che ha spinto per l’accordo, ponendo come condizione per il proprio coinvolgimento nel terzo programma di assistenza un impegno concreto sull’alleggerimento del debito ellenico.

A confermare tutte le difficoltà e le resistenze emerse durante la riunione-fiume è stato lo stesso presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem che ha spiegato che “i ministri hanno accettato incredibili compromessi politici per ottenere questo accordo”.

L’ACCORDO
Il compromesso trovato a Bruxelles permetterà il pagamento alla Grecia di una seconda trance di aiuti per un ammontare complessivo di 10,3 miliardi, sborsati in due soluzioni: la prima da 7,5 miliardi arriverà a metà di giugno e sarà impiegata per coprire le scadenze con la Bce di luglio e per pagare gli arretrati che il governo ha accumulato da ottobre, mese in cui ha ricevuto gli ultimi aiuti dall’Ue.

Il secondo punto dell’accordo, ben più importante e rappresenta al meglio il compromesso venuto fuori dalla riunione, riguarda la ristrutturazione del debito. Pur non raccogliendo a pieno le richieste dell’Fmi che chiedeva un blocco dei pagamenti fino al 2040, l’Eurogruppo ha affidato al Meccanismo europeo di stabilità (ESM) il compito di elaborare un piano a breve, medio e lungo termine da “introdurre gradualmente” che riduca l’esposizione della Grecia che oggi ammonta a ben 312 miliardi, il 180% del Pil ellenico.
Non ci sarà nessun taglio immediato, né c?è stata la promessa di un futuro condono ma l’impegno perché i bisogni finanziari lordi del paese rimangano sotto al 15% del PIL nel medio termine, e sotto al 20% del PIL nel lungo termine. Allo stesso tempo, l’eurogruppo chiede alla Grecia un avanzo di bilancio primario in media del 3,5% del PIL. Il Fondo è riuscito a d ottenere un alleggerimento del debito greco, ma secondo le condizioni chieste dai creditori europei, in primis la Germania. Infatti, l’alleggerimento del debito avverrà dal 2018, dopo la fine del terzo programma di aggiustamento e scavalcando le elezioni tedesche, previste per l’anno precedente.

Solo le misure di alleggerimento a breve termine si concretizzeranno prima del 2018, e sono solo degli accorgimenti tecnici per evitare rischi di volatilità dei tassi d’interesse pagati al Meccanismo europeo di Stabilità. La parte più sostanziosa dell’alleggerimento avrà luogo dopo il 2018 e dovrebbe comprendere anche un tetto al pagamento dei tassi d’interesse della Grecia.

L’accordo trovato con tanta fatica e ben lontano dall’essere straordinario e ancor meno risolutivo; gran parte degli aiuti transiteranno soltanto per Atene e torneranno in brevissimo tempi nelle casse dei creditori ma rimane un passo importante per scongiurare, almeno per adesso, il pericolo della Grexit e per dare un po’ di fiato al Governo Tsipras provato dagli sforzi per far approvare le riforme di austerità chieste dagli stessi creditori per la concessione degli aiuti.

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