Europa e Stati Uniti concordi contro lo status di economia alla Cina

svalutazione yuan cina

No alla Cina per quanto riguarda la concessione dello status di economia di mercato. E’ questa la linea portata avanti dall’Unione europea, che da oggi può contare su un alleato in più visto il parere favorevole degli Stati Uniti in materia. Secondo gli esperti del Financial Times, concedere alla nazione cinese questo stato potrebbe mettere in serio rischio la possibilità che le aziende cinesi inondino letteralmente i mercati statunitensi ed europei, proponendo merce a bassissimo costo, che potrebbe far crollare le produzioni locali. Si tratta di una misura preventiva contro la possibilità che lo Stato possa ‘disarmare unilateralmente’ le difese europee degli Stati dell’Eurozona e dell’America, comportandosi anche in modo scorretto e quindi dando il via a procedimenti legali lunghi e spesso inutili nella loro conclusione.

E’ noto da tempo che la Cina sta tentando di raggiungere l’ambìto status di economia di mercato, perché fra i benefici si annoverano le difficoltà da parte dell’Europa e degli States di imporre dei dazi considerati antidumping su tutte quelle aziende cinesi che operano in modalità scorretta nella proposta di prezzi di vendita. La situazione è facile da spiegare sulla carta, ma molto difficile da attuare in pratica, in quanto la realtà attuale vede un’Europa fortemente divisa sulla questione. Da un lato vi sono infatti la Germania e la Gran Bretagna, nazioni che negli ultimi anni hanno investito moltissimo in Cina e che si propongono favorevoli alla questione. Dall’altra ci sono Stati come l’Italia, che si oppongono in quanto vedono nell’avvento dell’economia riconosciuta un potenziale pericolo per la propria economia di mercato.

Si tratta di un dibattito basato sui termini dell’accordo, che interessa l’entrata della Cina nel Wto nel 2001. Lo Stato cinese è infatti convinto che l’entrata nel mercato equivalga alla designazione di vantare la posizione di economia di mercato alla fine del 2016, ma ciò non può tradursi in realtà se non è dato il via libera dagli stati membri. Stando agli accordi, 15 anni fa, ovvero al tempo in cui lo Stato entrò a fare parte del Wto, era stato stabilito che dopo questo ammontare di tempo l’Unione avrebbe valutato o meno la possibilità di concedere lo status al super gigante asiatico.

Gli esperti affermano che anche se la Cina ha il diritto sulla carta di vedersi assegnare lo status, nella realtà questa posizione non le compete e quindi le carte devono essere riviste al momento dello scadere dei 15 anni, in quanto troppi sono i potenziali pericoli per le economie europee e statunitensi se ciò accadesse.

2 Responses to Europa e Stati Uniti concordi contro lo status di economia alla Cina

  1. Andrea scrive:

    Tutti contro lo status di economia, però subito tutti a comprare gli iPhone e Samsung Made in Shenzen 😀

  2. Conte Zio scrive:

    La Cina è un mostro informe. Stato comunista che vuole essere considerata economia di mercato. L’ultima? La Borsa crolla e il governo ordina ai fondi che controlla di investire in borsa. Ma vi sembra economia di Mercato questo? A me sembra una grande pantomima del capitalismo, non capitalismo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *