Eurostat, il Pil dell’eurozona torna ai livelli precrisi ma a preoccupare è sempre l’inflazione

I dati diffusi oggi da Eurostat (l’Ufficio statistico dell’Unione europea, nda) restituiscono un’immagine contrastante dell’economia del vecchio continente: da una parte il Pil cresciuto più delle attese, dall’altro un livello dell’inflazione che torna negativo e ben lontano dagli obiettivi della BCE.

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La crescita economica dei Paesi dell’eurozona mette a segno un’inaspettata accelerata: Il prodotto interno lordo è aumentato dello 0,6% nei primi tre mesi dell’anno rispetto al trimestre precedente ed è aumentato dell’1,6% su base tendenziale. I risultati sono superiori a quelli attesi dagli analisti: +0,4% trimestre su trimestre e +1,4% anno su anno. Un risultato che porta l’area euro ai livelli pre-crisi, con sei anni di ritardo rispetto agli USA e Regno Unito.

Il risultato dell’Ue a 28 è stato leggermente inferiore, +0,5%, a riprova che le misure decise dalla Banca centrale europea stanno dando risultati positivi.
A guidare il rialzo del Pil dell’eurozona sono soprattutto le performance della Francia e della Spagna. La Francia è crescita dello 0,5%, rispetto allo 0,3% stimato dagli analisti. Per i francesi è il terzo trimestre consecutivo di crescita del Pil, un segnale importante di saluta dell’economia transalpina.
Sorprende anche l’andamento del Pil spagnolo che, nonostante la fase d’instabilità politica fa segnare un nuovo aumento dell 0,8%, come nell’ultimo trimestre dello scorso anno e superiore al +0,7% atteso.
Su base annua l’incremento del Pil iberico fa meglio delle aspettative degli analisti: +3,4% contro + 3,2%.

Nel primo trimestre del 2016 i Paesi dell’eurozona nel loro insieme hanno fatto meglio sia degli Usa, che si sono fermati a un deludente +0,5%, che della Gran Bretagna. Un segnale positivo ma che si scontra con un altro dato che, al contrario, preoccupa la Banca centrale europea: l’inflazione.

L’ulteriore discesa del prezzo del petrolio, e di conseguenza del prezzo de costi energetici, ha spinto verso il basso il livello dei prezzi al consumo. Su base annuale l’indice dei prezzi al consumo è sceso del -0,2% dopo la variazione nulla di marzo. Le stime degli analisti erano per una contrazione dello 0,1%. Lo stato di deflazione europea allontana di molto dall’obiettivo della Bce di un’inflazione vicina al 2%.

Il dato preliminare di aprile, ancora inferiore a quello atteso, creerà pressione su Francoforte per il varo di ulteriori misure di stimolo monetario. Il board della Bce, però, ha già dimostrato l’intenzione di voler attendere, in linea con quanto fatto gà da Fed e Boj, per valutare i possibili risultati delle misure già intraprese e di quelle decise ma non ancora messe in atto come l’acquisto di obbligazioni societarie e i nuovi finanziamenti alla banche finalizzati all’aumento del credito all’economia.

One Response to Eurostat, il Pil dell’eurozona torna ai livelli precrisi ma a preoccupare è sempre l’inflazione

  1. Conte Zio scrive:

    Ma perché vi preoccupa tanto questa benedetta inflazione? Alla fine io sono contento se vado al mercato e spendo meno. L’inflazione serve solo ai parassiti che non solo vogliono vivere di debito ma poi nemmeno vogliono ripagarlo, il debito.

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