Fed, Yellen: “l’economia è in salute ma i dati sull’occupazione sono stati deludenti”. Si allontana l’ipotesi di un rialzo dei tassi a giugno

I deludenti dati di maggio sull’occupazione statunitense (solo 38mila nuovi posti di lavoro) hanno aumentato le incertezze del board della banca centrale USA e ha raffreddato le attese di un possibile aumento dei tassi d’interesse nella prossima riunione di giugno della Fed.
Il discorso della Governatrice dell’istituto centrale, Janet Yellen, ha ricalcato queste incertezze e, nonostante un’impronta volta all’ottimismo, ha sottolineato ben quattro rischi che incombono all’orizzonte dell’economia statunitense: rallentamento della domanda, inflazione, Cina e Brexit.

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La Yellen ha sottolineato come i dati dell’ultimo report sul lavoro siano deludenti e che destino preoccupazioni, ma ha invitato a non caricare di eccessivi significati i dati di un singolo mese. La governatrice ha ricordato che la situazione complessiva del mercato del lavoro è positiva e che indicatori più tempestivi rimangono positivi; è il caso sui salari: “i redditi medi orari sono aumentati del 2,5% negli ultimi dodici mesi, un po’ più rapidamente che negli anni recenti; è un’indicazione benvenuta che la crescita dei salari potrebbe finalmente accelerare”.

“Continuo a ritenere che i tassi saliranno gradualmente nel tempo per assicurare la stabilità dei prezzi e una massima occupazione stabile nel lungo termine. Ritengo – ha continuato la Yellen – che le forze positive che sostengono la crescita dell’occupazione e l’inflazione continueranno a pesare più di quelle negative. Mi attendo che l’espansione economica continui, con il mercato del lavoro che migliorerà ancora e il pil che crescerà”

La Fed rimane, però, su una posizione attendista, aspetterà di valutare i prossimi segnali sullo stato di salute dell’economia USA prima di continuare il suo cammino di rialzo dei tassi d’interesse. Un percorso che, secondo gli analisti non si muoverà nella prossima riunione prevista per il 15 giugno, pochi giorni prima dell’atteso referendum in Gran Bretagna che deciderà sulla permanenza o meno nell’Unione dei sudditi di sua Maestà. Una possibile uscita della Gran Bretagna dall’Ue avrebbe “significative ripercussioni” – ha affermato la Yellen – sul contesto economico globale.

Oltre che gli scenari che si aprirebbero da una Brexit, a preoccupare il board della Banca centrale statunitense è anche la Cina. Gli sforzi di Pechino per riequilibrare l’economia cinese potrebbero passare per una nuova manovra sulla divisa asiatica.

Alla luce di queste considerazioni, le possibilità di un aumento dei tassi a giugno sono del 2%, quelle per una stretta a luglio sono crollate al 22%: gli analisti prevedono che un rialzo non arriverà prima di dicembre.

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