Finlandia: ipotesi di reddito alla cittadinanza

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In questi mesi si fa un gran parlare di reddito di cittadinanza, una manovra sociale che si propone desiderabile come non mai, ma che rischierebbe di affossare un paese se priva di una politica economica seria alle spalle. In Italia il reddito sociale è avallato e continuamente proposto dal Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo e nel resto d’Europa sono molti i paesi che lo propongono come sistema per migliorare le condizioni di vita di una certa fetta della popolazione e come metodo di ripresa in termini veloci.

Ma il reddito di cittadinanza, ovvero la consegna di una cifra di denaro minima ai cittadini di uno Stato, ha un costo esorbitante e ad ammetterlo è stata anche la Finlandia, paese che per primo ha proposto di inserire questa manovra economica, ma che in questi giorni sta tirando le sue conclusioni da punto di vista economico e finanziario. La Finlandia, Stato notoriamente ricco e prospero della Scandinavia, non ha passato un bel periodo, soprattutto a causa dell’eccesso di austerity e si trova oggi a coltivare il piano per distribuire un reddito universale di 800 euro ai suoi cittadini. La cifra si intende per tutti, indistintamente ed esentasse, e i soldi elargiti andrebbero a sostituire il marasma di agevolazioni, contributi e deduzioni che lo Stato è chiamato ogni anno ad affrontare.

Secondo il Finnish Social Insurance Insitute, istituto finlandese che sta studiando il dossier di proposta, la manovra sarebbe attualmente supportata dal 69% della popolazione e il primo ministro Juha Sipila ha in questi ultimi giorni espresso il suo supporto all’idea, appellandosi alla sua natura semplificativa del sistema di welfare dello Stato nordico.

Secondo quanto era stato previsto, la manovra interesserebbe una prima fase pilota, con distribuzione di un assegno procapite di 550 euro, per poi svilupparsi completamente nel corso del tempo e completare il disegno nel corso di un anno. Il piano generale costerebbe alla Finlandia oltre 52 miliardi all’anno, mentre il governo ha in programma entrate per 49,1 miliardi nel 2016. Il divario è quindi alto, e la mancata prosperità dell’economia finlandese, con i big che non sono stati abili nel proporsi vincenti nel mercato (Nokia in primis) ha portato ad un impoverimento generale della popolazione. Si tratta quindi di un rischio, o meglio di un grande rischio, che se avesse successo potrebbe però dare una lezione di buon welfare a tutta l’Europa e aprire le porte a una concezione totalmente nuova della distribuzione pubblica dei capitali.

L’idea del reddito di cittadinanza sta per essere discussa e affrontata anche nella dorata Svizzera, dove un referendum popolare sulla distribuzione di 2300 euro a testa verrà organizzato e promulgato nei primi mesi dell’anno venturo. Secondo gli esperti di economia si tratta di una consultazione popolare destinata a fallire, in quanto il reddito di cittadinanza svizzero si porterebbe via addirittura un terzo del Pil del paese, con gravi conseguenze dal punto di vista economico e sociale.

Se in Svizzera questa manovra si propone ancora discutibile, in Olanda dal 2016 il reddito di cittadinanza sarà sperimentato in alcune città, in primis a Utrecht e in seguito in altre località del paese. Vedremo quindi nel prossimo anno come questo concetto di sostegno economico statale potrà evolversi e diventare appetibile in Europa, ma soprattutto aprire scenari totalmente nuovi su una migliore distribuzione del reddito fra i cittadini dell’Unione europea.

One Response to Finlandia: ipotesi di reddito alla cittadinanza

  1. Conte Zio scrive:

    La crisi finlandese nasce dal fatto che hanno perso la Nokia. Rifacessero un’altra nokia e tutti i problemi saranno risolti. E lo Stato? Lo Stato meno fa e meglio è. Punto.

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