Grecia, approvate nuove misure di austerità, domani l’eurogruppo deve decidere sugli aiuti, ma Atene spera anche in una ristrutturazione del debito

Tsipras Grecia

Alexis Tsipras continua il difficile compito di far approvare le misure di austerità che la Trojka ha posto come condizione per la concessione degli aiuti economici alla Grecia.
Il parlamento di Atene ieri ha approvato con 153 voti favorevoli su 300 una nuova manovra che introduce nuove misure di austerità dal valore di 1,8 miliardi di euro che comprendono l’aumento di tasse indirette, l’abolizione degli sconti Iva che erano in vigore per le isole e dei privilegi fiscali per gli agricoltori, la vendita dei crediti deteriorati a fondi di investimento e le “clausole di salvaguardia” del valore del 2% del pil che scatteranno solo se i conti non rispettano gli obiettivi.

Il leader greco si recherà domani all’eurogruppo con la speranza che questi ulteriori sforzi chiesti alla popolazione greca valgano la concessione della seconda tranche di aiuti del terzo piano di salvataggio del valore di 5,7 miliardi di euro.

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Il rincaro delle tasse approvato dal Parlamento ellenico riguarda l’Iva, le tasse sui carburanti e quelle automobilistiche, i beni di lusso, la telefonia fissa, il caffè, le sigarette, la birra, la tassa sugl’immobili di valore superiore ai 200mila euro e, persino, molti generi alimentari.
Non è stato semplice per la coalizione di Syriza e dei Greci indipendenti far approvare la manovra a causa della contrarietà delle opposizioni e le proteste nel Paese. Mentre si votava la legge,infatti, 11mila persone si sono riunite in piazza Syntagma per manifestare la propria rabbia. Vasiliki Katrivanou, unica deputata del partito di Tsipras che ha votato contro, ha comunicato la propria decisione di dimettersi da parlamentare.

“Oggi si chiude un periodo difficile per il Paese – ha dichiarato Tsipras -, facciamo il primo passo per uscire dalla crisi, un periodo che avrà anch’esso le sue difficoltà. (…) I soci europei ricevono il messaggio che la Grecia rispetta i suoi impegni, quindi ora loro devono dimostrare di rispettare i loro”.
Al centro delle richieste greche non c’è solo la concessione della trance di aiuti ma la questione, ben più importante, della ristrutturazione del debito greco, arrivato ormai all’insostenibile livello di 312miliardi, il 180% del Pil. Una tale soluzione è auspicata anche dal Fondo monetario Internazionale, che la giudica indispensabile per far sì che l’economia greca inizi la ripresa e il Paese esca dalla pesantissima crisi in cui si trova. Secondo il Wall Street Journal, l’Fmi avrebbe inviato una proposta ai governi della zona euro in cui auspica la concessione ad Atene un periodo di grazia fino al 2040, durante il quale il Paese non dovrebbe pagare né interessi né le rate dei prestiti ricevuti per i salvataggi. Lo scopo di tale misura sarebbe di rendere sostenibile il debito greco e permettere al Fondo di partecipare al salvataggio del Paese.
La ristrutturazione del debito ellenico, però, si scontra con la forte contrarietà della Germania e dell’economie dell’Europa del nord che gravitano nell’orbita tedesca.


La partita greca non è ancora vicina alla sua conclusione e le trattative in corso in questi giorni potrebbero risultare decisive per le sorti del Paese culla della civiltà occidentale
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