I guadagni del dollaro pesano sulle materie prime

Dopo che il dollaro statunitense è salito, i traders delle energie si sono ritirati da questi mercati. I traders dei beni petroliferi stanno ancora analizzando i possibili retroscena che potrebbe portare il Referendum Greco ad una prossima grande crisi per quanto concerne la domanda dei prodotti energetici.



Gli speculatori dei prodotti energetici si stanno gradualmente spostando a favore degli asset considerati “safe heaven”. Il Greggio è caduto di oltre 90 centesimi, e in questo momento si trova intorno al livello di 58.56. Simile caduta per il Brent, che è sul livello di 62 dollari e mezzo circa.

Il 30 Giugno è la data per il completamento delle negoziazioni con l’Iran, un accordo che potrebbe garantire un approvvigionamento maggiore di petrolio nei mercati.

Molti traders hanno creduto che i colloqui diplomatici sarebbero finiti con nessun accordo. Mentre i colloqui sono continuati in maniera telefonica, gli Stati Uniti e l’Iran insieme alle altre nazioni del PS5, hanno concordato di estendere i colloqui che potrebbero non concludersi fino alla fine dell’anno, ma comunque entrambe le parti sono rimaste al tavolo dei negoziati.

La salita del dollaro statunitense come vera e propria valuta rifugio ha spinto il biglietto verde di oltre 80 punti questa mattina per raggiungere quasi 96.50, questo ha pesato molto sui prodotti energetici.

Alla fine della scorsa settimana i prezzi del petrolio sono andati laterali dopo che le preoccupazioni per un Grexit da parte della Grecia hanno messo in serio pericolo la salute dell’economia globale, anche se la scadenza cruciale per l’accordo nucleare con l’Iran si avvicina grazie ai colloqui che continuano a Vienna, in Austria. I prezzi sono stat sotto pressione in quanto la produzione ha raggiunto un livello quasi da record. Il rapporto settimanale EIA ha mostrato che la produzione del greggio è aumentata di 9,6 milioni di barili al giorno fino al 19 giugno, nonostante il continuo calo delle scorte. I rifornimenti sono stati registrati a 84 milioni di barili, una lettura ben al di sopra della media degli ultimi cinque anni per questa stagione.

Gli eventi politici in corso in Europa per quanto riguarda la crisi del debito greco aggiungono anche loro una certa pressione al ribasso sui prezzi del petrolio.

Le scorte statunitensi di greggio sono rimaste a 84 milioni di barili, al di sopra della media di cinque anni per questo periodo dell’anno, mentre la nazione ha pompato petrolio ad un ritmo settimanale più veloce in più di tre decenni di dati di governo.

One Response to I guadagni del dollaro pesano sulle materie prime

  1. Prenda scrive:

    Per chi fa trading on line questa situazione è sinonimo di soldi, tanti soldi. E allora forza a guadagnare e in culo alla grecia!

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