Il cambio euro dollaro torna a livelli accettabili



C’è voluto che finalmente la FED si decidesse ad annunciare (con un paio d’anni di ritardo rispetto al dovuto) la fine del programma di quantitative easing per riportare finalmente il livello del cambio euro / dollaro ad un livello almeno almeno accettabile. Certo ci sarebbe piaciuto che il livello fosse ancora più basso, visto che in questo momento il fixing è circa a 1,30. In ogni caso ci accontentiamo, soprattutto tenendo conto dei valori folli raggiunti dal cambio euro / dollaro nel corso dello scorso mese. Speriamo che il trend rimanga inalterato, ma possiamo dire fin da ora che i presupposti ci sono tutti.
Da un lato la fine del quantitative easing ha veramente rimescolato le carte in gioco: la FED ha rallentanto le rotative e smesso di stampare carta straccia, dunque il dollaro è destinato finalmente a fare il suo corso. Dall’altra l’Europa si rivela sempre più inerme a fronteggiare la crisi e sempre più schiava di folle chimere e teorie economiche che ci hanno portato al disastro.
E in questo contesto è evidente che l’euro non può che indebolirsi, ammesso che Mario Draghi possa mantenere la parola data di fare qualunque cosa per mantenerlo in vita. Perché se Draghi si dovesse rimangiare la promessa è anche possibile che l’euro sparisca di qui ad un paio di anni.
Nel frattempo abbiamo tutta l’opportunità di guadagnare sul forex perché i movimenti nelle prossime settimane potrebbero essere bruschi, riportando finalmente il cambio euro / dollaro a valori accettabili. E speriamo che non ci siano folate di follia speculativa, magari a seguito di qualche smargiassa dichiarazione di Mario Draghi. Perché lo sappiamo ormai che Draghi ha la briglia molto stretta e non può fare molto oltre a parlare. Dalle parti della Bundesbank non dormono e sono già piuttosto irritati per la politica espansiva messa in atto fino ad ora.
E forse hanno pure ragione ad essere irritati, visto che le ultimissime rilevazioni mostrano un’inflazione in ripresa. Lo spettro di Weimar e della sua iperinflazione è in agguato, e speriamo che gli esorcismi della Bundesbank riescano a tenerlo lontano…

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