Il Dollaro continua il suo rally (Analisi 19 Maggio 2016)

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Il Dollaro ha continuato il suo imponente rally anche durante la sessione asiatica (vedi grafico).

L’indice è salito a 95.20 grazie anche alle continue voci circa un nuovo innalzamento dei tassi d’interesse da parte della Federal Reserve, già da Giugno. Il Dollaro USA, con il suo movimento rialzista iniziato dal 2014, ha modificato le previsioni per la crescita e l’inflazione, ed ha contribuito a far ritardare alla Fed il suo taglio dei tassi vicino allo zero.

Sia Stanley Fischer, che Janet Yellen, esponenti di spicco della Federal Reserve, hanno messo tutti in guardia del fatto che il rally del dollaro contribuirà a limitare il ritmo della stretta monetaria.

Essenzialmente, la Fed non può innalzare il tasso d’interesse perché si trova in un vicolo cieco. Innalzare il tasso d’interesse, significherebbe portare ad un dollaro molto più forte, e quindi più pressione deflazionistica in tutto il mondo.

I mercati finanziari stanno ormai considerando le probabilità per un innalzamento dei tassi d’interesse, a soltanto il 5% la scorsa settimana, ma le possibilità sono salite al 34% dopo che sono state rilasciate le minutes nella prima parte della settimana.

Durante la sessione asiatica, le borse hanno avuto parecchia cautela circa la sempre più crescente possibilità di un rialzo dei tassi d’interesse già da Giugno. In Cina, lo Shanghai Composite è cresciuto dello 0.6% e in Giappone il Nikkei è rimasto a +0.1%. L’Hang Seng di Hong Kong è caduto dello 0.4%, insieme all’indice Coreano Kospi che è caduto dello 0.5%. Anche l’indice Australiano ASX/S&P è crollato dello 0.7%.

Molti investitori in tutto il continente asiatico, si sono tirati indietro dopo che la Federal Reserve degli Stati Uniti, durante la sua riunione delle minutes di aprile, ha suggerito che un aumento del tasso di interesse di giugno è ancora in programma, se i dati supporteranno l’ipotesi che l’economia americana è in miglioramento.

Mentre gli Stati Uniti mantengono la pressione sul Giappone per non intervenire sullo yen, gli esperti stanno a guardare che cosa il “Gruppo dei sette” del mondo della finanza avrà da dire sulla prontezza di Tokyo a vendere la valuta nel caso in cui si continuasse a salire. I ministri delle Finanze e i banchieri centrali inizieranno la riunione di due giorni a Sendai venerdì, in cui si discuterà sull’economia mondiale, lo sviluppo sostenibile ed i flussi finanziari transfrontalieri.

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