Il Petrolio scende, ma si stabilizza grazie alla deal tra Shell e BG Group

Il Greggio è sulle pagine di tutti i giornali d’economia e finanza in questi giorni ultimamente. Vediamo quindi perché.

Mercoledì, l’inventario EIA ha portato il greggio a cadere del 6% dopo un rally durato varie giorni che ha portato l’oro nero a toccare “massimi” (diciamo massimi tra virgolette, perché del resto il greggio ha perso ben il 50% del suo valore nel giro di qualche mese) facendo toccare al greggio i 54 dollari al barile.

Plus500

L’indice West Texas Intermediate Crude, ha perso ben 3 dollari e mezzo, per andare a chiudere sui 50 dollari e 45 circa al barile, annullando i guadagni di tutto l’anno.

Il Brent Crude ha chiuso giù di oltre tre dollari, sul livello di quasi 57 dollari al barile.

Il Greggio in queste ore sta tradando intorno ai 60 dollari al barile, al rialzo di oltre mezzo dollaro durante la sessione mattutina. I traders asiatici hanno preso l’occasione al volo dei prezzi in declino, chiudendo le loro posizioni, assicurandosi lauti profitti.

prezzo del petrolioIl mercato azionario energetico, insieme a quello petrolifero continua a cadere, a fronte del report del US Energy Information Administration, che ha evidenziato il fatto che questa è la settimana con più petrolio nell’inventario, dal 2001. Il Brent è caduto del 4.5%, mentre il Greggio americano è sceso del 5.6%.

Durante la giornata, l’Olandese Shell e l’accordo da svariati miliardi di dollari per comprare il BG Group ha innalzato il valore generale delle azioni che gravitano intorno al settore energetico. Le azioni di BG si sono chiuse con un rialzo di quasi il 30%. Il capo della ricerca petrolifera di BNP Paribas ha annunciato a Bloomberg che “Un accordo di questo calibro metterà pressione alle altre compagnie major del petrolio. Shell ha colto la palla al balzo, e con grande probabilità Exxon sentirà il bisogno di stringere una partnership simile.”

A pesare sui prezzi del petrolio è stato anche l’annuncio del Ministro del Petrolio Saudita Ali al-Naimi, il quale ha detto che la produzione ha toccato un massimo di 10.3 milioni di barili al giorno nel mese di Marzo, nonostante tutti i problemi del caso nel petrolio, che sono stati originati dalla mancanza di domanda e quindi dai prezzi in sonora discesa.

I prezzi del petrolio si sono però fortunatamente stabilizzati in estensione ai recenti massimi, che sono stati originati a causa delle frequenti inversioni di prezzo, dovute alle ripetute speculazioni dei traders su questo mercato che è calato da 100 dollari verso i 50, nel giro di qualche mese.

2 Responses to Il Petrolio scende, ma si stabilizza grazie alla deal tra Shell e BG Group

  1. Conte Zio ha detto:

    Continuo a sognare che il petrolio torni a 18 dollari anche se la vedo difficile vista la situazione attuale 🙁

  2. Demostene ha detto:

    Ma secondo me il prezzo del petrolio scenderà ancora parecchio vista la situazione dell’economia mondiale. Non c’è domanda. E poi negli anni in cui il prezzo era esagerato ci sono stati investimenti immensi sul risparmio energetico e anche sulle rinnovabili. Insomma, i grassi sceicchi hanno tirato troppo la corda e adesso ne pagano il prezzo.

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