Il Pil USA sale nel quarto trimestre del 2015 ma in calo i profitti aziendali

I dati sul Pil statunitense del quarto trimestre del 2015 sono stati rivisti al rialzo, passando dal +1% al +1,4% su base annua destagionalizzata. Un correzione inattesa dagli analisti che si aspettavano una conferma del dato precedente.
Nonostante la correzione il dato segna un rallentamento rispetto al dato del trimestre precedente, quando l’economia era cresciuta del 2%, e al dato su base annua che ha fatto segnare un aumento del 2,4%, confermando la crescita del 2014 e superando la media dal 2010; +2,1%.

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Rispetto ai primi tre trimestri del 2015, quello del quarto segna un rallentamento rispetto al +2,2% dei primi 9 mesi dell’anno. A pesare è stato il calo dei profitti delle aziende americane, frutto delle turbolenze internazionali che hanno messo in difficoltà il comparto manifatturiero e quello energetico.
I profitti delle società americane sono scesi dell’8,1% rispetto al terzo trimestre, il calo peggiore dal primo trimestre del 2011. Nel 2015 i profitti sono saliti del 3,3% rispetto all’anno precedente.

Peggiorano i dati sulle scorte aziendali (il peso sull’economia è stato rivisto al rialzo da 0,14 a 0,22 punti percentuali). Un segnale negativo che testimonia come le aziende hanno meno fiducia nell’andamento futuro della domanda ed evitano dunque di produrre in eccesso.

Aumenta, invece, la spesa per consumi che sono aumentate del 2,4%, contro il 2% della precedente stima, ma in progressivo rallentamento dal 3% del precedente trimestre e dal 3,6% del secondo trimestre. Le famiglie che nel 2014 avevano consumato di più sulla scia del ribasso dei prezzi energetici, sembrano ora più incerte. Considerando l’intero anno, i consumi sono saliti del 3,1%, l’aumento più alto dal 2005.

Anche in Francia i dati macroeconomici hanno superato le attese degli analisti. L’istituto di statistica Insee (Institut national de la statistique et des études économiques, nda) rileva che il deficit pubblico francese è sceso più di quanto ci si attendeva, arrivando al 3,5% del Pil (rispetto alla previsione del 3,8%). Aumenta il debito pubblico, arrivato al 95,7% del Pil, con un incremento di appena lo 0,4%, il minore dal 2007.

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