Il sacco d’Italia continua: il caso Parmalat

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Se l’Italia fosse stata sconfitta pesantemente in una guerra del passato, avrei capito quello che sta succedendo: un grande saccheggio. Tipo il terrificante sacco di Roma da parte dei Lanzichenecchi. Solo che al giorno d’oggi i Lanzichenecchi indossano il doppio petto e operano grazie alla (profumantamente pagata) complicità di Mediobanca. Ne abbiamo parlato tante volte su Mercati24 ed è un nostro vanto documentare, almeno, quello che succede.
Oggi voglio parlare di un caso piuttosto brutto, quello di Parmalat – Lactalis. Un caso doloroso, perché colpisce l’azienda di Collecchio che è stata da poco rimessa in piedi dopo il drammatico default dovuto alla malagestione della famiglia Tanzi.

Ebbene, quando l’azienda era finita nelle mani di Enrico Bondi, il valente amministratore era riuscito a rimetterla in piedi, accumulando anche un discreto tesoretto dovuto ai risarcimenti pagati dalle banche, complici di Tanzi e quindi costrette dai tribunali a risarcire la danneggiata Parmalat.
Ma il gioiellino dell’agri industria italiana, rimesso a nuovo da Bondi e con una marea di liquidità in cassa, era una public company, dove gli interessi della grande maggioranza dei risparmiatori cozzavano con quelli di Banca Intesa e di altri istituti finanziari italiani.

Risultato? Bondi venne defenestrato e purtroppo per lui è sceso in politica dove si è trovato prima a fare il commissario per la spending review (un ruolo che purtroppo non ha dato i risultati sperati in termini di taglio alla spesa) e poi si è messo addirittura a fare il selezionatore di candidati per la lista Monti (e anche qui non ha avuto fortuna visto l’umiliante sconfitta elettorale che i candidati da lui selezionati hanno dovuto incassare).

E Parmalat? Parmalat è finita ai francesi di Lactalis della famiglia francese Besnier che l’ha potuta pagare molto meno di quello che avrebbe dovuto. Ma fino a qui, saremmo nella normale amministrazione, visto che non è raro che i gioielli di casa nostra vengano pagati meno di un piatto di lenticchie.

Ma in questo caso la famiglia Besnier ha pensato di fare Bingo e ha messo gli occhi sul tesoretto accumulato da Bondi e ha pensato bene di ripagare l’acquisizione di Parmalat con i soldi di Parmalat. Ma non ha distribuito un dividendo straordinario, come sarebbe stato almeno decente fare. In questo caso avrebbe dovuto condividere parte dei soldi con gli azionisti di minoranza (che poi tanto minoranza non sono). E che cosa hanno pensato i francesi? Hanno rifilato a Parmalt Lactalis Usa ad un prezzo stratosferico, incassando così il tesoretto di Parmalat e continuando a mantenere il controllo di Lactalis Usa visto che hanno il controllo dell’azienda di Collecchio.

Insomma, un’operazione davvero ai limiti del codice penale. E in questo caso è persino intervenuta la magistrature, caso strano visto che non è implicato alcun politico italiano e quindi non è garantito alcun passaggio nei tg e nessuna carriera politica.

Eppure sembra che in questo caso la procura di Parma ha almeno provato a fare il proprio dovere, con l’esautoramento del CDA Parmalat e la sostituzione con un’amministratore giudiziario che ha l’obiettivo di annullare l’acquisizione di Lactalis Usa.

Sappiamo bene come vanno queste cose e sappiamo quindi che gli azionisti di Parmalt non saranno risarciti per le loro perdite: mai come in questo caso è approppriata l’espressione parco buoi!

Vincenzo Colonna

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