Imu scontata sulla seconda casa, ma è rischio buco

matteo renzi tassa successione

Il taglio delle tasse sulla casa è una scelta del governo che fa molto discutere. Sicuramente, gli italiani sono contenti di avere qualche soldo in più a fine mese, ma quanto ci costerà globalmente questa manovra? La Legge di Stabilità 2016, infatti, adottata giovedì scorso dal Consiglio dei Ministri, ha deciso l’abolizione tanto annunciata della Tasi sulla prima casa, ossia il tributo comunale sui servizi indivisibili comunali. Inoltre, Renzi ha deciso di fare un “regalo” ad altri 460 comuni italiani, tra cui Roma e Milano, dove risulta la cancellazione della Tasi sulla prima casa, ma anche uno sconto sull’IMU sulle seconde case.

E quanto ci costerà questo? Secondo “la Repubblica”, cancellando la Tasi, si cancellerà anche l’addizionale dello 0,8 per mille che veniva caricata sulle prime o seconde case dai comuni al fine di finanziarsi. Oltre alla prima casa, in questo modo, si scontano anche le seconde case e i negozi.

Secondo i calcoli effettuati dalla Uil, il bonus vale circa 142 euro all’anno a Roma e 128 a Milano, “laddove rispettivamente l’abolizione della Tasi sulla prima casa restituisce 391 euro e 300 euro”. In questo modo, si è calcolato, un “risparmio che supera i 500 euro per i romani e i 400 per i milanesi”.

Questa notizia, però, non è buona per il governo né per le amministrazioni locali. Eliminare il bonus significa infatti alzare le tasse, “avallarlo comporta un buco per le finanze locali (e altre potenziali tasse, facendo leva sulle addizionali). Compensarlo vuol dire trovare ulteriori coperture in Finanziaria da 350 milioni. Un rompicapo”.

Siamo dunque a rischio buco, e 350 milioni non sono pochi. Il Governo farà un passo indietro? Difficile pensare che Renzi deciderà di rimangiarsi le sue promesse, tanto più che a Roma e Milano, due roccaforti importanti del Partito Democratico, si vota proprio l’anno prossimo. Il premier Renzi ha sempre e solo parlato di prima casa, però, e questo “regalo” alle città di Roma e Milano ci costerebbe 350 milioni, da sommare ai 5 miliardi del pacchetto casa nel suo complesso.

Nessun dubbio invece sulla Tasi: il governo intende abolire la TASI sulla prima casa, perciò tutti i proprietari di immobili che risultano essere l’abitazione principale possono dormire sonni tranquilli: a partire dal 2016, non dovranno più pagare al comune la tassa per i servizi indivisibili. E lo stesso vale per gli inquilini affittuari. Diverso il discorso per l’Imu: questa tassa attualmente è dovuta soltanto sulle prime case di lusso, cioè che rientrano nella categorie catastali A/1, A/9 e A/8.

In pratica quindi l’abolizione dell’IMU sulla prima casa interessa soltanto i proprietari di abitazioni di tipo signorile, ville, castelli, palazzi di pregio artistico o storico.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *